Ucraina, Mosca accusa Kiev di ostacolare i negoziati mentre Trump valuta sanzioni più dure

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre il conflitto in Ucraina entra in una nuova fase di stallo diplomatico, il Cremlino ribadisce la propria disponibilità al dialogo, accusando però Kiev di non voler seriamente intavolare trattative. Dmitri Peskov, portavoce di Vladimir Putin, ha sottolineato come la moratoria temporanea sugli attacchi alle infrastrutture energetiche – concordata con Washington – dimostri la buona volontà russa, pur in assenza di segnali reciprocati dall’altra parte. Una posizione che, tuttavia, contrasta con le dichiarazioni del viceministro degli Esteri Serghej Ryabkov, il quale ha respinto senza mezzi termini il piano di pace statunitense, giudicato incapace di risolvere le "cause profonde" del conflitto, a cominciare dallo status dei territori annessi e dall’eventuale ingresso dell’Ucraina nella Nato.

Oltreoceano, intanto, l’amministrazione Trump sta valutando l’introduzione di sanzioni più aggressive contro Mosca, in risposta alla mancanza di progressi nei colloqui. Già nei giorni scorsi, la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt aveva lasciato trapelare la frustrazione del presidente nei confronti sia di Putin che di Volodymyr Zelensky, accusati di irrigidire le rispettive posizioni. Una mossa che, se confermata, rischierebbe di inasprire ulteriormente i rapporti già tesi con il Cremlino, senza peraltro garantire svolte sul campo.

Dal canto suo, Kiev continua a chiedere all’Occidente un sostegno più deciso, sia finanziario che militare. Mykhailo Podolyak, consigliere presidenziale, ha esortato a colpire obiettivi strategici nella "parte europea della Russia", auspicando un aumento degli aiuti in intelligence e armamenti. Una linea dura che sembra riflettere lo scetticismo ucraino verso le aperture di Mosca, considerate poco più di una manovra propagandistica. Intanto, venerdì prossimo si terrà il primo incontro tra le delegazioni militari dei Paesi che sostengono Zelensky, un segnale di coordinamento che però non basta a nascondere le divisioni interne alla coalizione atlantica.

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