Btp e Bund, spread stabile a 61 punti con rendimenti fermi. A marzo torna il Btp Valore

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La sessione di mercato di mercoledì 18 febbraio si è aperta all’insegna della continuità per il differenziale tra i titoli di Stato italiani e tedeschi, confermando quel clima di sostanziale stasi che ormai da diverse sedute caratterizza il settore obbligazionario dell’area euro. Lo spread tra il Btp decennale benchmark, con scadenza primo febbraio 2036, e il Bund di pari durata si è attestato a 61 punti base, un valore che replica esattamente il dato registrato in chiusura nella giornata precedente e che segue il lieve allargamento a 62 punti fatto segnare all’indomani del fine settimana -3. Anche sul fronte dei rendimenti non si registrano scostamenti degni di nota: il tasso annuo offerto dal Titolo italiano è rimasto inchiodato al 3,35 per cento, identico a quello della vigilia -10.

Questa fase di immobilità, d’altronde, era stata anticipata dall’andamento particolarmente compassato di inizio settimana. Nella seduta di lunedì 16 febbraio, complice l’assenza degli operatori statunitensi dovuta alla festività del Presidents' Day – una circostanza che, di fatto, riduce la liquidità e gli stimoli sui mercati globali – il principale indicatore del rischio paese aveva chiuso invariato a 61 punti, con il rendimento del decennale italiano fermo al 3,37 per cento -7. Un movimento minimo, se non addirittura nullo, che aveva già suggerito una pausa di riflessione da parte degli investitori, i quali, in assenza di catalizzatori esterni, sembrano aver preferito mantenere le proprie posizioni in attesa di segnali più chiari. Il successivo lieve rialzo a 62 punti nella mattinata di martedì era stato interpretato più come un aggiustamento tecnico legato alla riapertura dei mercati americani che non come un’inversione di tendenza, tanto che il rendimento, nello stesso momento, era sceso al 3,35 per cento, dimostrando una certa resilienza della domanda -3.

Se il mercato secondario, dove i titoli già in circolazione vengono scambiati, continua a navigare in queste acque calme, l’attenzione degli addetti ai lavori e, soprattutto, dei piccoli risparmiatori si sta progressivamente spostando verso le prossime emissioni del Tesoro. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha infatti ufficializzato il ritorno sul mercato del Btp Valore, lo strumento finanziario pensato esclusivamente per il pubblico retail, che verrà proposto in una nuova finestra di collocamento prevista nei primi giorni di marzo. Una comunicazione, quella del Mef, che arriva in un contesto di rendimenti stabili, elemento non secondario per chi valuta un investimento diretto sul debito pubblico italiano -2.

La nuova emissione, la cui finestra per le sottoscrizioni andrà da lunedì 2 a venerdì 6 marzo (salvo eventuali chiusure anticipate), presenterà caratteristiche ormai familiari a chi ha seguito le precedenti edizioni del titolo. La durata sarà di sei anni, con un meccanismo di cedole crescenti nel tempo strutturato secondo il criterio del “2+2+2 anni”: ciò significa che il tasso garantito sarà rivalutato al rialzo ogni biennio, offrendo una protezione contro eventuali incrementi dei tassi di mercato futuri. A ciò si aggiunge un premio fedeltà finale, pari allo 0,8 per cento del capitale investito, riservato a coloro che acquisteranno il titolo durante i giorni del collocamento e lo conserveranno in portafoglio fino alla scadenza naturale -6. I dettagli specifici sui tassi minimi garantiti per i tre distinti periodi, insieme al codice identificativo del titolo, verranno comunicati dal Tesoro il 27 febbraio, a ridosso dell’avvio dell’operazione -2.

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