MotoGP, Bagnaia chiede tempi rapidi per la nuova aerodinamica: a Jerez esperimenti e un guasto all’anteriore

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Quello di Jerez, lo si era capito già dalle vigilia, doveva rappresentare un banco di prova cruciale per la Ducati; e a giudicare dalle dichiarazioni dei suoi interpreti – in particolare quelle di Francesco Bagnaia, che al margine della top ten ha chiuso la giornata di test – lo è stato eccome, seppur con risvolti contrastanti. Il pilota piemontese, il cui venerdì di prove era stato caratterizzato da esperimenti mirati sull’elettronica (volti a migliorare la frenata della sua Desmosedici GP), si è detto esplicitamente soddisfatto per la nuova aerodinamica portata sul tracciato andaluso, tanto da auspicare che «possano portarla il prima possibile». Resta invece un cantiere aperto il fronte dell’elettronica, dove il lavoro da fare è ancora considerevole: Bagnaia, nonostante abbia chiuso a poco più di sette decimi dal tempo record realizzato da Ai Ogura con l’Aprilia, ha dovuto prendere atto che su quel versante gli esperimenti non hanno ancora prodotto gli effetti sperati.

Un “inconveniente all’anteriore” e il ritiro in gara

Se il test aveva lasciato spazio a un cauto ottimismo, il Gran Premio di Spagna vero e proprio si è rivelato invece un percorso a ostacoli per il campione piemontese. «Tanta fortuna ieri e tanta sfortuna oggi, diciamo che è andata così»: con queste poche, secche parole Bagnaia ha riassunto l’altalena del suo weekend. Nella Sprint, infatti, una gara anonima nelle retrovie era stata rivoluzionata dall’arrivo della pioggia, regalandogli un insperato secondo posto. La domenica, però, ha portato con sé un’amara doccia fredda: un «inconveniente all’anteriore» – così lo ha definito lui stesso – lo ha costretto al ritiro quando occupava la nona posizione. «Ho iniziato ad andare lungo alle staccate, e quindi mi sono fermato», ha spiegato ai giornalisti, senza entrare in dettagli più tecnici ma lasciando intendere la gravità di un problema che ha compromesso irrimediabilmente la sua corsa. Secondo la sua ricostruzione, il ritmo non era nemmeno male fino al manifestarsi del guasto; al massimo, ha aggiunto, avrebbe potuto chiudere settimo.

Jerez, da terra di conquista a campo minato per il piemontese

Tra il 2022 e il 2024 Jerez era stata ribattezzata “Bagnaia’s Land”, parafrasando Jorge Lorenzo, tanto il dominio del pilota Ducati sembrava consolidato. L’anno scorso, però, e ancor più in questo 2026, il tracciato andaluso si è trasformato in un terreno particolarmente insidioso per il nativo di Chivasso. La sua capacità di adattamento alla pista non è in discussione, ma i dati oggettivi parlano chiaro: un fortunato piazzamento nella Sprint seguito da un ritiro in gara (quando era nono) fotografa una fragilità che, almeno per il momento, la Ducati fatica a risolvere. La sorte, in entrambi i casi, ha giocato un ruolo da protagonista, lasciando il centauro piemontese in balia di circostanze che non ha saputo o potuto governare.

Il dominio di Alex Marquez e il podio italiano a Jerez

La gara del GP di Spagna – quarto appuntamento del Motomondiale 2026 – è stata vinta da Alex Marquez, autore di una prestazione perfetta. Lo spagnolo del team Gresini ha sfruttato subito il sorpasso ai danni del fratello Marc, allontanandosi progressivamente da tutti gli avversari, e ha così centrato la prima affermazione stagionale tra le mura amiche, dopo la caduta rimediata nella Sprint. A completare il podio sono saliti due italiani: Marco Bezzecchi, che raccoglie punti pesanti in ottica classifica piloti, e Fabio Di Giannantonio, capace di firmare un’ottima prova con la sua Ducati del VR46 Racing Team. Per Bagnaia, che ha dovuto osservare da fermo la corsa dei colleghi, resta l’amarezza per un’opportunità sfumata, aggravata dalla consapevolezza che senza quel guasto all’anteriore il risultato avrebbe potuto essere ben diverso.

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