A tu per tu con Travaglio: Meloni, Almasri e Draghi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Marco Travaglio, direttore de Il Fatto Quotidiano, torna in scena con lo spettacolo “I migliori danni della nostra vita”, che il 20 febbraio approderà al Teatro Brancaccio di Roma. Nel frattempo, durante un’intervista a Lavori in Corso condotta da Stefano Molinari, Travaglio ha affrontato una serie di temi caldi, dalla gestione del caso Almasri da parte del governo Meloni alle battute politiche di Elly Schlein e Matteo Renzi, passando per il ruolo di Mario Draghi e le trasformazioni del Movimento 5 Stelle.

Il caso Almasri, in particolare, continua a far discutere. Il generale libico, ricercato dalla Corte penale internazionale (Cpi) per crimini contro l’umanità, è stato arrestato in Italia e poi rimpatriato in Libia con un volo di Stato, scatenando un terremoto politico e giudiziario. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha difeso l’operato del governo, sostenendo che l’Italia non è un “passacarte” della Cpi e che le decisioni sono state prese nel rispetto delle procedure. Nordio ha citato l’articolo 2 della legge 237 del 2012, che attribuisce al ministro la responsabilità dei rapporti con la Cpi e la possibilità di coordinarsi con altri organi dello Stato.

Tuttavia, la vicenda ha portato all’apertura di un’inchiesta che vede coinvolti, tra gli altri, la premier Giorgia Meloni e lo stesso Nordio, accusati di favoreggiamento e omissione di atti d’ufficio. La Procura di Roma ha trasmesso una denuncia al tribunale dei ministri, alimentando un braccio di ferro tra il governo italiano e la Cpi.

Le opposizioni non hanno perso l’occasione per criticare l’esecutivo. Elly Schlein, leader del Partito Democratico, ha ironizzato definendo Meloni “presidente del coniglio”, mentre il deputato di Azione, Daniele Capezzone, ha attaccato il governo per quello che ha definito un uso improprio delle risorse pubbliche.

Intanto, Travaglio ha sottolineato come il caso Almasri rappresenti solo uno dei tanti nodi irrisolti della politica italiana, in un contesto internazionale sempre più complesso. Senza tralasciare il ruolo di Mario Draghi, il cui passaggio alla presidenza del Consiglio è stato descritto come una scelta obbligata tra “guerra e condizionatore”, metafora di un’Europa in bilico tra crisi energetiche e conflitti globali.

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