Mercato Napoli, il paradosso Conte: i suoi acquisti frenano la campagna acquisti di Allegri

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il calciomercato estivo del Napoli si è chiuso con un bilancio che lascia più di un interrogativo. La campagna acquisti, improntata a un’austerità che non si vedeva da tempo, ha consegnato a Massimiliano Allegri una rosa sostanzialmente identica a quella ereditata, con l’eccezione di qualche innesto mirato e la definitiva sistemazione di diversi esuberi.

Il peso del passato, le operazioni in uscita

L’analisi della sessione estiva, archiviata con un saldo economico di segno negativo pari a circa 21,5 milioni di euro, mette in luce una strategia dettata più dalla necessità che dalla volontà di investire. Le spese più onerose, in realtà, non rappresentano vere e proprie novità in rosa, bensì riscatti obbligati di calciatori come Hojlund, Alisson Santos e Milinkovic-Savic, il cui contributo è stato determinante per il raggiungimento della qualificazione in Champions League nella scorsa stagione.

A questi, si sono aggiunti i prestiti onerosi di Badiashile e Favasuli, per un totale che ha impegnato le casse azzurre senza però modificare il volto della squadra. Il vero lavoro del direttore sportivo Manna, piuttosto che sugli acquisti, si è concentrato sulle cessioni, con l’obiettivo di sfoltire un organico ormai troppo numeroso. Le partenze di Ngonge, Folorunsho, Cheddira, Mazzocchi, Cajuste e Lindstrom, tra prestiti e trasferimenti a titolo definitivo, hanno portato a casa un tesoretto di circa 42 milioni di euro, alleggerendo al contempo il monte ingaggi.

Il paradosso di Conte e il “non-mercato”

A gettare una luce critica sulla campagna acquisti sono le parole del giornalista Alfredo Pedullà, che ha parlato di un vero e proprio paradosso legato alla gestione di Antonio Conte. Il tecnico, che ha condotto il Napoli allo scudetto, avrebbe infatti lasciato in eredità alcune “macerie” che hanno di fatto bloccato il mercato in entrata. Il riferimento è a calciatori come Noa Lang e Lorenzo Lucca, arrivati la scorsa estate per volontà dello stesso Conte ma che, a distanza di due mesi, il tecnico avrebbe già indicato come elementi da mandare in prestito.

Questa situazione, come spiegato da Pedullà, ha creato un circolo vizioso: una volta che la volontà del club di cederli è diventata pubblica, le altre società si sono fatte avanti proponendo solo prestiti, rendendo di fatto impossibile una cessione a titolo definitivo che potesse fruttare una plusvalenza. Un retroscena che spiega perché, nonostante le cessioni di giocatori come Gutierrez, il Napoli non abbia potuto reinvestire come forse avrebbe voluto, ritrovandosi con una rosa ampia ma condizionata dalla presenza di elementi non più al centro del progetto tecnico.

I voti della critica e le prospettive per la stagione

Il verdetto della stampa specializzata su questo mercato azzurro è stato lapidario, con il Napoli che ha ottenuto il voto più basso della Serie A secondo TMW. Il giudizio severo è il riflesso di una sessione che, a conti fatti, ha visto la squadra indebolirsi più che rafforzarsi, nonostante l’arrivo di un allenatore del calibro di Massimiliano Allegri. Il tecnico livornese, chiamato a raccogliere l’eredità di Conte, si troverà a dover lavorare con un organico che non è stato plasmato sulle sue esigenze, dovendo gestire le ombre di un’austerity che ha caratterizzato tutta l’estate.

L’inizio di campionato, con le prime difficoltà e la necessità di digerire una sconfitta interna con il Como, rende ancor più evidente come il “non-mercato” possa rappresentare un’incognita non da poco per le ambizioni della squadra.

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