Jovanotti, il ritorno live dopo l’incidente: l’esorcismo funk di un ragazzo fortunato
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Redazione Cultura e Spettacolo
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PESARO – “Devo stare attento: se mi rovino la voce, è la fine. Ho altri 49 concerti”. Con queste parole, Jovanotti ha aperto il primo dei quattro appuntamenti all’Arena Vitifrigo di Pesaro, segnando il suo ritorno sulle scene dopo il grave incidente in bicicletta occorsogli a Santo Domingo. Un ritorno che, più che un semplice concerto, è apparso come un vero e proprio esorcismo, un rito collettivo per scacciare i fantasmi di un passato recente fatto di dolore, riabilitazione e paura.
Davanti a novemila persone, Lorenzo Cherubini – questo il suo nome anagrafico – non ha nascosto nemmeno per un attimo l’emozione. Il volto scavato dalla fatica, il passo meno sciolto rispetto al passato, ma lo stesso spirito che lo ha sempre contraddistinto. Balla, Jovanotti, balla. Non come il “Bolt bianco della canzone italiana”, come qualcuno lo aveva soprannominato, ma con l’intensità di uno sciamano, di un derviscio roteante, di chi ha vissuto sulla propria pelle il confine tra la vita e la morte.
Quella sera, sul palco, non c’era solo un artista che tornava a esibirsi dopo due anni di stop. C’era un uomo che, costretto a guardare il mondo con occhi nuovi dopo l’incidente, ha scelto di ripartire da zero. La schiena, la gamba, la scapola: ogni movimento sembrava ricordargli il prezzo pagato a quell’incidente, avvenuto su una strada caraibica riarsa dal sole, dove una caduta in bicicletta lo aveva costretto a una lunga e faticosa rieducazione. Eppure, nonostante tutto, Jovanotti ha trasformato il dolore in energia, il timore in determinazione.
La sua voce, non sempre al top, ha comunque riempito l’arena, mentre il pubblico, in piedi, lo acclamava. “Su questo palco, la botta più forte di sempre”, ha detto tra un brano e l’altro, riferendosi non solo alla musica, ma alla forza interiore che lo ha spinto a non arrendersi. E se i suoi movimenti sono stati più contenuti rispetto ai live extralarge degli anni passati, l’intensità del suo messaggio è rimasta intatta.
L’effetto Jovanotti, intanto, si è fatto sentire ben oltre il palco. A Pesaro, hotel, ristoranti e locali hanno registrato un picco di presenze, con alcuni alberghi che hanno addirittura riaperto i battenti proprio in funzione dei concerti. “Ho riaperto solo per questo evento”, ha raccontato Loredana Ceccarelli, titolare dell’Hotel delle Nazioni, sottolineando come l’afflusso di fan da tutta Italia abbia riempito le camere anche nei giorni infrasettimanali.




