Bce taglia i tassi per l’ottava volta, ma Patuelli avverte: "Potrebbero esserci sorprese"
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Redazione Economia
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La Banca centrale europea ha deciso, come ampiamente atteso, di ridurre per l’ottava volta consecutiva i tassi d’interesse, portando quello di riferimento al 2%, un livello che ormai dista anni luce dal 5,5% della Federal Reserve. Una mossa che, se da un lato alleggerisce il peso sui mutui e sul credito, dall’altro lascia aperte domande su quanto ancora lo scarto tra Europa e Stati Uniti possa ampliarsi. «Il voto è stato quasi unanime», ha precisato Christine Lagarde, sottolineando come solo un membro del board si sia opposto alla decisione. Ma nonostante il tonfo apparentemente definitivo, c’è chi, come Antonio Patuelli, presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, invita a non considerare chiuso il ciclo: «La Bce potrebbe sorprenderci», avverte, suggerendo che molto dipenderà dall’andamento dell’inflazione e del Pil nei prossimi mesi.
Le stime per il 2026, intanto, sono state riviste leggermente al ribasso, un aggiustamento che riflette le incertezze legate ai dazi e alla crescita globale. E se i numeri sembrerebbero indicare una fase di stabilizzazione, le parole di Lagarde hanno finito per innescare reazioni contrastanti sui mercati, al punto che alcuni analisti hanno letto nel taglio un segnale "hawkish", con i tassi di mercato che hanno reagito salendo anziché scendere. Il tasso sui depositi, principale strumento della politica monetaria dell’Eurotower, si ferma dunque al 2%, mentre quello principale sale al 2,15% e quello marginale al 2,4%.




