Nido all’Appio Latino, educatrice sospesa per maltrattamenti sui bambini
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Redazione Interno
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Un’educatrice di un asilo nido comunale dell’Appio Latino, a Roma, è stata sospesa dal servizio dopo un’indagine per presunti maltrattamenti sui bambini affidati alle sue cure. La donna, 62 anni, è accusata di aver rivolto minacce, insulti e comportamenti violenti nei confronti di alcuni piccoli frequentatori della struttura di via Ferdinando Ughelli, il nido “Girotondo”. Gli episodi contestati riguardano un periodo compreso tra settembre 2025 e maggio scorso.
Le denunce dei genitori e le indagini dei carabinieri
L’inchiesta è nata dalle segnalazioni di alcuni genitori che avevano raccontato ai carabinieri comportamenti ritenuti anomali nei confronti dei figli, bambini di circa tre anni. Le verifiche sono state condotte dai militari della stazione San Giovanni anche attraverso intercettazioni audio-video installate all’interno della struttura, che avrebbero documentato episodi di aggressioni verbali, umiliazioni e violenza fisica.
Prima dell’intervento degli investigatori erano arrivate anche segnalazioni pubbliche sui social da parte di alcune residenti della zona, che riferivano di aver sentito frequentemente urla provenire dall’asilo durante la mattinata. Le testimonianze hanno contribuito al quadro raccolto dagli inquirenti dopo le accuse presentate dalle famiglie dei piccoli iscritti.
Secondo quanto ricostruito nell’indagine, i bambini sarebbero stati sottoposti a un clima caratterizzato da rimproveri aggressivi e intimidazioni. Gli accertamenti avrebbero evidenziato episodi nei quali l’educatrice avrebbe strattonato i piccoli per le braccia, li avrebbe spostati con forza e avrebbe utilizzato schiaffi in diverse parti del corpo.
Le frasi rivolte ai bambini e la contestazione dei maltrattamenti
Nel corso delle registrazioni raccolte dagli investigatori sarebbero emerse numerose espressioni offensive rivolte ai bambini durante le attività quotidiane. Tra le frasi contestate alla donna figurano minacce e insulti, con richiami alla necessità di mantenere silenzio e immobilità durante la permanenza al nido.
Le contestazioni riguardano una condotta che gli investigatori hanno definito abituale e sistematica, con episodi ripetuti di presunte vessazioni nei confronti dei piccoli. L’autorità giudiziaria ha disposto la sospensione dall’esercizio del pubblico servizio sulla base degli elementi raccolti durante l’attività investigativa.
La donna, secondo quanto riportato, avrebbe respinto le accuse sostenendo che il suo comportamento fosse finalizzato a correggere quelli che riteneva errori educativi dei genitori. La misura adottata nei suoi confronti è stata eseguita dai carabinieri dopo il provvedimento emesso dal gip su richiesta della Procura di Roma.
Il ruolo delle testimonianze e gli sviluppi dell’inchiesta
Nel corso degli accertamenti sono stati analizzati anche i segnali manifestati dai bambini fuori dall’ambiente scolastico. Alcuni genitori hanno riferito cambiamenti nei comportamenti dei figli, mentre in un caso una madre avrebbe raccolto immagini nelle quali la bambina riproduceva gesti e situazioni vissute all’interno della struttura.
Gli investigatori stanno valutando ulteriori elementi emersi dalle dichiarazioni delle famiglie e dagli accertamenti già svolti. La vicenda riguarda un servizio educativo comunale frequentato da bambini in età molto piccola, per i quali la Procura contesta alla 62enne il reato di maltrattamenti aggravati nei confronti di minori.
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