La furia del tornado su Roma: sessanta alberi crollati e la resa dei conti sui risarcimenti nel nord della Capitale
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Redazione Interno
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Poche ore prima il caldo sembrava attanagliare la città senza lasciare scampo, e nessuno - tra residenti e pendolari - avrebbe potuto presagire un cambio di scenario così repentino; poi, all’improvviso, il cielo è diventato nerissimo, una raffica di fulmini ha accompagnato fragorose esplosioni lungo un percorso che da Monte Mario si è esteso fino alla zona di Prati Fiscali, e infine è accaduto quanto di più inaspettato: una tromba d’aria, con raffiche che hanno abbondantemente superato i cento chilometri orari, ha spazzato via ogni cosa incontrasse sul suo cammino.
Il giorno dopo la Capitale sembra aver cambiato faccia, mostrando i residui di una ferita profonda che si è consumata nella mattinata del 3 giugno, quando un vero e proprio tornado - fenomeno raro in un’area urbana densamente popolata - si è abbattuto sulla zona nord a ridosso di via Salaria, seminando detriti, paralizzando il traffico e distruggendo quanto trovava davanti a sé. Le immagini dei cittadini e delle webcam raccontano un vortice compatto e scuro che si muove rapidamente tra i palazzi del Municipio III, sollevando polvere, tegole, lamiere e ramaglie in un turbinio impressionante.
Il bilancio dei vigili del fuoco e il miracolo di una mattina di paura
Nonostante la violenza dell’impatto - testimoniano i numeri degli interventi di soccorso - a Roma non si registrano vittime, e questo rappresenta un aspetto quasi sorprendente se si considerano le condizioni in cui versano alcune zone della periferia nord-orientale. I vigili del fuoco hanno effettuato complessivamente oltre centoventi interventi, concentrandosi prevalentemente nelle aree di Conca d’Oro, Prati Fiscali e Acqua Acetosa; a questi si aggiungono i centotrenta della polizia locale, impegnata nella gestione della viabilità e nella rimozione delle piante cadute.
Circa sessanta alberi sono stati sradicati o spezzati dalla furia del vento: alcuni di essi sono piombati su auto in transito, come accaduto sulla Tangenziale Est subito dopo lo svincolo della Salaria, dove un albero ha paralizzato la circolazione in entrambe le direzioni investendo alcuni veicoli senza causare conseguenze gravi ai passeggeri.
Lungo via dei Prati Fiscali un grosso pino ha letteralmente distrutto il tetto di una pompa di benzina, mentre poco distante un chiosco adibito alla vendita di fiori è stato divelto completamente, e persino i cassonetti dei rifiuti sono stati ribaltati e trascinati via come fossero foglie.
Macerie e infrastrutture pubbliche: il mercato di Val di Sangro e gli alberi "privati"
Lo scenario che si è presentato agli occhi dei primi soccorritori era quello di un campo di battaglia: il mercato settimanale all'aperto di via Val di Sangro, frequentatissimo nella zona di Montesacro, è stato quasi interamente demolito, con banchi, ombrelloni e strutture metalliche ridotti a un cumulo di macerie che si è abbattuto sulle auto in sosta.
Non è andata meglio al centro sportivo dell'Acqua Acetosa, dove alcuni alberi di grosse dimensioni sono crollati danneggiando gravemente le strutture dell'impianto, né tantomeno al concessionario Renault della zona, dove i pini caduti hanno causato l'unico ferito lieve della giornata.
È proprio da questi episodi, però, che emerge un nodo giuridico e amministrativo destinato a far discutere nelle prossime settimane: una parte consistente delle alberature sradicate - secondo le prime verifiche condotte dal dipartimento Ambiente del Campidoglio - non sarebbe di competenza del comune, ma di proprietà privata.
Il Campidoglio cambia passo: la svolta sui risarcimenti e la manutenzione del verde
Di fronte a questa distinzione, la strategia dell'amministrazione capitolina si fa più articolata del semplice "riparare i danni". Da una parte, Roma Capitale, attraverso l'ente Assicurazioni di Roma, si farà carico di risarcire i cittadini che hanno subito danni a causa di alberi di competenza pubblica; dall'altra, però, il Campidoglio annuncia già che chiederà un indennizzo ai privati nel caso in cui una pianta piantata in area privata abbia provocato danni a strutture pubbliche o a terzi.
Una sorta di partita di giro che inverte la prospettiva tradizionale, dove solitamente sono i singoli a chiedere i soldi al comune. «Le immagini parlano da sole - hanno fatto sapere dal dipartimento Ambiente - i danni potevano essere anche più gravi se non ci fosse stata l'opera di manutenzione che portiamo avanti: a Milano, l'anno scorso, un evento simile a questo ha compromesso cinquemila piante in una grande area verde».
I tecnici, intanto, stanno incrociando i dati sulla piattaforma Greenspaces per risalire alla proprietà di ogni singolo albero crollato, consapevoli che la forza distruttiva di un tornado non guarda i confini tra suolo pubblico e suolo privato prima di abbattersi su un'auto o su un tetto.
Viabilità in tilt e la lunga notte dei tecnici tra Prati Fiscali e Conca d'Oro
Le conseguenze immediate sulla mobilità sono state pesantissime, complice anche l'orario di punta in cui il vortice ha colpito (poco dopo le nove del mattino). La Tangenziale Est ha subito una riduzione di carreggiata per ore tra le uscite Valli, Conca d'Oro e l'uscita Salaria, mentre via del Foro Italico (meglio nota come l'Olimpica) è rimasta chiusa per circa tre ore, paralizzando una delle arterie fondamentali per chi si muove nella zona nord.
Decine di linee automobilistiche - tra queste la 38, la 60, la 63 e la 92 - hanno registrato fortissimi ritardi e sono state costrette a lunghe deviazioni, mentre gli automobilisti si trovavano bloccati in code interminabili per via degli alberi caduti e dei detriti sparsi sull'asfalto. Durante la serata, la macchina organizzativa del comune è riuscita a ripristinare la normalità sulla maggior parte delle strade, anche se in alcune vie laterali di Prati Fiscali e Conca d'Oro i cantieri per la rimozione delle piante più grosse sono proseguiti per tutta la notte.
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