Coppia trovata senza vita nel Torinese: la ricostruzione dell’omicidio-suicidio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una tragedia silenziosa, quella che ha colpito Rivalta, in provincia di Torino, dove i corpi senza vita di Susy Carbone, 54 anni, e di suo marito Alessandro Raneri, 55, sono stati ritrovati a poche ore di distanza. La donna è stata scoperta nella sua abitazione, mentre l’uomo è stato recuperato nel lago di Avigliana, dopo che alcuni testimoni lo avevano visto tuffarsi senza riemergere. Le indagini, ancora in corso, lasciano poco spazio ai dubbi: gli investigatori ipotizzano un omicidio-suicidio, con Raneri che avrebbe ucciso la moglie prima di togliersi la vita.

La dinamica, ricostruita dai carabinieri, sembra legata a una lite scoppiata nella mattinata del 26 giugno. Quello che colpisce, però, è il contesto in cui il dramma si è consumato. Raneri, secondo quanto emerso, soffriva di una grave depressione, per la quale aveva da poco ripreso le cure, proprio su sollecitazione della moglie. Un dettaglio che rende ancora più amara una vicenda già segnata dal dolore: la coppia, infatti, aveva affrontato di recente un lutto importante, la morte del fratello di lui, evento che potrebbe aver aggravato un equilibrio già precario.

Le testimonianze di chi li conosceva dipingono un quadro contraddittorio. Un’amica di Susy ha descritto Raneri come "un uomo tranquillo", aggiungendo che tra i due non c’erano tensioni evidenti. Eppure, qualcosa deve essersi spezzato, forse proprio sotto il peso di quella fragilità che l’uomo cercava di controllare con le terapie. Il gesto estremo, compiuto nelle acque del lago, sembra chiudere un cerchio di sofferenza in cui la violenza e la disperazione si sono intrecciate in modo irreparabile.

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