Borse Ue, chiusura mista tra petrolio in discesa e attesa sulla tregua Usa-Iran

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ECONOMIA

Redazione Economia Redazione Economia   -   Una seduta, quella di oggi per i mercati azionari del Vecchio Continente, improntata a una cautela diffusa che ha finito per tradursi in una chiusura sostanzialmente mista, laddove le singole piazze hanno seguito traiettorie divergenti in un contesto macroeconomico ancora denso di incognite.

A spezzare questo sostanziale equilibrio è stata Piazza Affari, la quale, a dispetto della tendenza generale, ha messo a segno una performance decisamente più tonica, riuscendo a guadagnare terreno laddove le principali concorrenti europee arretravano. borse +3

Il motore di questa spinta al rialzo, come spesso accade in fasi di tensioni geopolitiche, è stato individuato nel comparto della difesa; titoli come Leonardo e Avio hanno fornito un sostegno determinante al listino milanese, il quale ha così chiuso in netto controtendenza rispetto a Francoforte, Londra e Parigi.

Queste ultime, infatti, hanno concluso la giornata in territorio negativo o solo marginalmente sopra la parità, risentendo probabilmente di un clima di maggiore prudenza da parte degli investitori. borsaitaliana +3

Il petrolio scivola sotto i 92 dollari, l’oro in lieve calo

A gettare benzina sul fuoco delle contrattazioni – o, per meglio dire, a spegnere l’entusiasmo per le materie prime energetiche – è stata la continua discesa del prezzo del petrolio, il quale è scivolato abbondantemente al di sotto della soglia dei 92 dollari al barile. milanofinanza +3

Una flessione, questa, direttamente collegata alle crescenti speranze degli operatori di una imminente de-escalation nel conflitto che oppone gli Stati Uniti all'Iran; le trattative in corso, sebbene ancora in una fase delicata, hanno infatti riacceso l'appetito per il rischio, allontanando lo spettro di una crisi energetica prolungata.

Parallelamente, il consueto rifugio dell'oro ha registrato un lieve calo, attestandosi su valori prossimi ai 4. rainews +3

431,5 dollari l'oncia, a dimostrazione del fatto che l'urgenza di proteggersi dai rischi estremi si è leggermente attenuata rispetto alle sessioni precedenti. Sul fronte delle valute, l'euro ha mostrato un andamento sostanzialmente stabile nei confronti del dollaro, fermandosi poco sopra la parità a 1,163, un segnale di tregua che contribuisce a non agitare ulteriormente le acque del commercio internazionale. borsaitaliana +3

Inflazione Usa in accelerazione, la Fed monitora i prezzi dell’energia

Tuttavia, a frenare un entusiasmo che altrimenti avrebbe potuto essere più travolgente, hanno pensato i nuovi dati macroeconomici provenienti da oltreoceano, i quali hanno dipinto un quadro inflazionistico tutt'altro che rassicurante.

Ad aprile, infatti, l'inflazione statunitense ha registrato il suo aumento più rapido degli ultimi tre anni, una impennata trainata in larga parte proprio dal rincaro dei costi dell'energia conseguente alle ostilità nella regione del Golfo. borsaitaliana +3

Questo dato, reso noto nel corso della seduta, ha inevitabilmente gettato un'ombra di realismo sugli investitori, i quali si sono trovati a dover fare i conti con la possibilità che la Federal Reserve possa mantenere i tassi d'interesse elevati più a lungo del previsto. altoadige +3

D'altro canto, le indiscrezioni relative a una possibile intesa tra Washington e Teheran – che al momento sarebbero ancora in attesa del via libera definitivo del presidente Donald Trump, il quale ha però escluso un allentamento delle sanzioni – continuano a bilanciare questi timori, alimentando la speranza che i prezzi delle materie prime possano presto normalizzarsi. rainews +3

Piazza Affari regge l’urto, banche in luce davanti a Stellantis

Tornando al dettaglio della seduta europea, è interessante notare come all'interno del listino milanese i comparti abbiano viaggiato in direzioni opposte, sebbene il saldo finale sia risultato positivo. A sostenere l'indice ci ha pensato in particolare il settore bancario, il quale ha mostrato una tenuta migliore rispetto ad altri comparti più ciclici. rainews +3

Specularmente, hanno invece subito una battuta d'arresto alcuni importanti segmenti industriali: Stellantis ha archiviato la giornata con una flessione dell'1,9%, risentendo forse delle preoccupazioni relative alla concorrenza nel settore dell'auto elettrica; stessa sorte è toccata al comparto della difesa, con Avio in calo dell'1,8%, un movimento che appare paradossale alla luce della situazione geopolitica, ma che dimostra come talvolta i meccanismi di profit taking prendano il sopravvento. borse +3

Il comparto petrolifero ha ovviamente seguito la tendenza al ribasso del greggio, contribuendo a frenare un entusiasmo che, senza queste zavorre, avrebbe potuto proiettare Piazza Affari verso vette ancora più elevate. A Wall Street, intanto, l'indice S&P-500 ha segnato un incremento dello 0,52%, confermando che l'appetito per il rischio, sebbene cauto, non è affatto scomparso. rainews +3

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