Pievani alla maturità: il filosofo e la traccia scelta dal figlio
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Redazione Interno
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Telmo Pievani, filosofo della scienza e docente all’Università di Padova, non si aspettava di ritrovarsi tra gli autori selezionati per la prima prova dell’esame di maturità 2025. «No, a dire la verità», ammette, sorpreso dalla scelta di un suo brano tratto da Un quarto d’era (geologica) di celebrità, opera che affronta il tema dell’Antropocene e dell’impatto umano sul pianeta. «I pronostici puntavano su D’Annunzio», aggiunge, sottolineando come la decisione del ministero sia stata, a suo avviso, «coraggiosa».
La sorpresa, però, non si è limitata alla presenza del suo testo tra le tracce. A rendere la circostanza ancora più singolare è stato il fatto che suo figlio Luca, tra i maturandi di quest’anno, abbia optato proprio per quel tema. «Una doppia sorpresa», confessa Pievani, che ha così vissuto in prima persona un paradosso inedito: commentare un proprio scritto diventato oggetto d’esame. Il brano, del resto, offriva diversi spunti di riflessione, dalla lettura scientifica – con il confronto tra la massa degli artefatti umani e quella degli esseri viventi – fino alle implicazioni etiche dell’invadenza tecnologica e dell’alterazione degli ecosistemi.
Tra i banchi di scuola, c’è chi ha colto l’occasione per lanciare un messaggio chiaro. «L’uomo dovrebbe smettere di sentirsi padrone del mondo», afferma Flavio, studente del liceo classico Vittorio Emanuele II, che nel suo elaborato ha insistito sulla necessità di «ritrovare l’armonia con la natura». Un equilibrio perduto, quello tra specie umana e ambiente, che per molti ragazzi rappresenta ormai una priorità irrinunciabile.




