Ricarica contro pieno: ecco quanto si risparmia con le auto elettriche rispetto alla benzina

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La corsa al rincaro di benzina e diesel continua, e così si allunga la forbice della convenienza rispetto a un pieno di kilowatt per un'auto elettrica. I dati, aggiornati, sono quelli raccolti dall'Osservatorio di Adiconsum e TariffEV, che ogni mese pubblicano un rapporto dettagliato. L'analisi è stata portata ad esempio anche dalla commissione Trasporti del Parlamento europeo per la sua rigorosità.

Il costo del pieno tradizionale

Nell'estate 2025 la benzina costava in media circa 1,70 euro al litro e il diesel 1,63 euro. Ad agosto 2026 i prezzi hanno raggiunto rispettivamente 2,01 euro e 2,13 euro al litro nella rete self-service. Per un pieno da 50 litri significa spendere circa 14 euro in più per un'auto a benzina e oltre 20 euro in più per una diesel rispetto a dodici mesi fa. La spesa complessiva per benzina e gasolio è cresciuta del 21% rispetto all'estate precedente, con un impatto stimato in 1,8 miliardi di euro in più per gli automobilisti italiani.

Quanto costa ricaricare a casa

La ricarica domestica resta la soluzione più economica. Il costo dell'energia elettrica domestica in Italia nel 2026 si attesta tra 0,25 e 0,33 euro al kWh tutto compreso, con il mercato tutelato intorno a 0,28 euro per kWh. Per un'auto elettrica con batteria da 60 kWh, la ricarica completa costa tra 15 e 20 euro. Con questo pieno di energia si percorrono circa 350-400 chilometri. Il consumo mensile medio per chi percorre 1.500 chilometri al mese è di circa 240 kWh, pari a 60-80 euro di energia elettrica.

Le tariffe alle colonnine pubbliche

Il prezzo della ricarica pubblica varia in base alla potenza erogata. Le colonnine AC in corrente alternata, fino a 22 kW, costano mediamente tra 0,50 e 0,65 euro al kWh. Le stazioni DC Fast, tra 50 e 150 kW, oscillano tra 0,70 e 0,85 euro per kWh. Le stazioni HPC ultrafast, oltre 150 kW, raggiungono tariffe tra 0,79 e 0,95 euro al kWh con il servizio pay per use. Secondo i dati dell'Osservatorio Adiconsum-TariffEV riferiti a maggio 2026, il prezzo medio rilevato è di 0,63 euro per kWh in AC, 0,75 euro in DC e 0,58 euro per le migliori tariffe HPC disponibili.

In Italia sono installati 78.253 punti di ricarica, di cui 55.902 con potenza inferiore a 50 kW, 15.408 tra 50 e 149 kW e 6.943 oltre 150 kW.

Il vantaggio competitivo dell'elettrico

In base a una analisi condotta dall'International Council on Clean Transportation, un'organizzazione di ricerca orientata alla tutela dell'ambiente, le vetture alla spina presentano costi di gestione inferiori di circa il 33% rispetto a modelli comparabili con motore a benzina.

Il rapporto EV Transition Check 2026, firmato dall'ICCT insieme a un gruppo di think tank europei tra cui l'italiano ECCO, indica che nel 2025 una elettrica a batteria è costata il 33% in meno rispetto a una gemella a benzina per ogni chilometro percorso, considerando un mix realistico di ricarica domestica e pubblica. Non un caso limite con wallbox e fotovoltaico, quindi, ma la media di chi vive l'auto tutti i giorni.

Poi è arrivato febbraio 2026 e la crisi petrolifera ha allargato la forbice invece di richiuderla: nei primi mesi dell'anno il costo dell'energia per le vetture con motore termico è salito tra il 12% e il 36% a seconda dei mercati, mentre per le elettriche è rimasto sostanzialmente stabile.

Il nodo del prezzo di listino

L'obiezione classica resta quella del costo d'acquisto. Ma i numeri raccolti in Germania, il mercato più grande d'Europa, su un campione di centomila veicoli raccontano una storia diversa. Nel 2025 la parità di prezzo d'acquisto tra elettrico e benzina è stata raggiunta nei tre segmenti più venduti. Il costo delle batterie è sceso del 35% a livello globale dal 2020 al 2025.

Depurati dall'inflazione e riportati alle stesse caratteristiche di autonomia e dimensioni, i prezzi delle elettriche in Germania sono calati del 18%, mentre nello stesso periodo le termiche sono rincarate del 2%.

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