Sinner schiaccia il futuro: Jodar eliminato in due set, ora in semifinale a Madrid
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Redazione Sport
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La Caja Mágica, nonostante il tifo assordante per il suo nuovo idolo, ha dovuto assistere a una lezione di cinismo tennistico. Jannik Sinner, numero uno del mondo in carica da ormai più di un anno -1, ha spazzato via le speranze di Rafael Jodar nei quarti di finale del Masters 1000 di Madrid, imponendosi con il punteggio di 6-2, 7. Il giovane spagnolo, classe 2006 e accolto come l’erede designato di un certo Rafael Nadal, ha retto per un’ora e cinquantasei minuti, ma alla fine ha dovuto cedere il passo alla solidità glaciale dell’altoatesino.
Il primo set è stato un assist al gioco di Sinner: dopo un iniziale scambio di colpi interlocutorio, il sicuro vincitore ha alzato il ritmo, piazzando una serie impressionante di vincenti da fondo campo. L’aggettivo “generazionale”, spesso abusato dai media per descrivere questo incrocio, strideva con la realtà dei fatti e la mera differenza di cinque anni sul certificato di nascita; eppure, l’ascesa del madrileno nel ranking – passato dalla miseria della 687esima piazza alla top 40 in meno di dodici mesi – rendeva la sfida una verità sui propri mezzi. La partita, però, è presto diventata un monologo: Sinner ha annullato ogni velleità di break e, colpendo un rovescio lungolinea degno di una moviola, si è preso il servizio dell’avversario chiudendo la frazione in poco più di mezz’ora.
Un secondo set da cardiopalma e il dominio nel tie-break
Nel secondo parziale, la musica è cambiata, o almeno così sembrava. Jodar, spinto dal calore della Manolo Santana, ha ritrovato coraggio e precisione, mettendo in seria difficoltà il numero uno del mondo. Lo spagnolo ha avuto ben sette palle break a disposizione, distribuite in tre diversi giochi, seminando il panico tra il pubblico italiano presente sugli spalti. Ma Sinner, in questi casi, gioca con la pazienza del giocatore che ha già vinto tutto. Ogni volta che il giovane avversario sembrava sul punto di compiere l’impresa, l’azzurro sventava la minaccia con il servizio o con uno dei suoi colpi piatti fulminanti.
Sul 4-4, è stato proprio Jodar a trovarsi con l’acqua alla gola, costretto ad annullare tre palle break consecutive. Un’impresa che è riuscito a compiere, prolungando l’agonia fino al tie-break. E qui, se c’era ancora qualche dubbio sulla gerarchia del match, è stato spazzato via. Sinner, che entra nel campo dei record come il sesto uomo della storia a raggiungere la semifinale in tutti e nove i Masters 1000, ha infilato sette punti a zero, rifilando un pesantissimo 7-0 al giovane spagnolo. Non c’è stata storia: freddezza chirurgica contro l’emozione di un talento che, comunque, ha dimostrato di poter giocare alla pari col migliore del mondo per ampi tratti del match.
L’attesa per la prossima sfida e il record di imbattibilità
Per Sinner, questa vittoria non è solo un biglietto per il penultimo atto del torneo. È la ventiseiesima affermazione consecutiva in un Masters 1000, un dato statistico che fa tremare i polsi. Il numero uno del mondo aspetta ora di conoscere il nome dell’avversario, che uscirà dal confronto serale tra Arthur Fils e Jiri Lehecka. Nessuna preferenza espressa a caldo, nessuna dichiarazione ad effetto: la macchina da guerra italo-austriaca si limita a macinare avversari e a completare la sua collezione personale di semifinali in tornei di questa categoria.
Jodar, da parte sua, lascia il campo a testa alta. Lo spagnolo si è preso un set vinto contro Sinner, cosa che molti top 10 non sono riusciti a fare negli ultimi dodici mesi. “Mi ha portato al limite”, ha ammesso l’italiano a fine gara, riconoscendo la qualità di un avversario che nel giro di un mese ha già vinto un titolo a Marrakech ed è stato semifinalista a Barcellona. Se la rimonta nel ranking è stata fulminea, l’evoluzione tecnica vista sulla terra battuta di Madrid lascia presagire che questo non sarà l’ultimo incrocio tra i due.
L’analisi del match: esperienza batte entusiasmo
A fare la differenza, alla fine, non è stata la potenza bruta, ma la gestione dei punti importanti. Jodar ha sbagliato i colpi decisivi nei momenti caldi, mentre Sinner ha annullato quelle sette palle break con la sicurezza di chi ha costruito una carriera sulle vittorie sporche. Il rovescio lungolinea, vera arma letale dell’azzurro, ha funzionato a corrente alternata ma è esploso al momento del bisogno, in particolare nel primo set, dove ha scavato il solco decisivo.
Dal punto di vista tattico, il 19enne spagnolo ha cercato di accelerare con il dritto, costringendo Sinner a difendere, ma la qualità della risposta del numero uno del mondo ha neutralizzato quasi sempre l’effetto sorpresa. Madrid, che sognava un erede per sostituire l’assenza dell’infortunato Carlos Alcaraz in tabellone, dovrà accontentarsi di aver scoperto una gemma destinata a restare nei piani alti del circuito. Per Jodar, i quarti di finale restano il miglior risultato in un 1000; per Sinner, invece, la corsa verso il quinto titolo consecutivo in questa categoria prosegue senza intoppi.
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