Tragedia sulla statale 16, donna muore carbonizzata nell'auto dopo lo schianto
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Redazione Interno
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Un frontale di immane violenza, seguito da un rogo che non ha concesso scampo, ha segnato di sangue il pomeriggio di martedì sulla statale 16, nel tratto di competenza di Castelfidardo. L'incidente, che si è consumato attorno alle ore 14.30 al chilometro 320, in prossimità di quell'incrocio per Villa Musone già teatro di passati eventi luttuosi, ha visto come protagoniste due vetture che, per cause ancora da accertare, hanno perso il controllo impegnandosi in una collisione catastrofica. Dallo schianto, che ha prodotto un frastuono capace di attirare immediatamente l'attenzione dei primi soccorritori, è scaturito l'evento più temibile: l'esplosione e il successivo incendio di una delle due autovetture, una piccola utilitaria bianca di vecchia concezione e alimentata a metano, la quale, dopo l'impatto, ha terminato la sua corsa contro il guardrail venendo rapidamente avvolta dalle fiamme.
L'inferno di fiamme e la vittima senza nome
Le fiamme, divampate con una furia inaudita e alimentate con ogni probabilità dal gas presente nel serbatoio dell'auto, hanno trasformato l'abitacolo in una trappola mortale dalla quale la conducente non ha potuto in alcun modo divincolarsi. I soccorsi, sebbene tempestivi, si sono trovati di fronte a uno scenario di pura devastazione, impotenti dinanzi a un rogo che consumava ogni cosa. L'intensità del calore e la rapidità con cui il fuoco si è propagato hanno reso vano qualsiasi tentativo di estrazione, condannando la donna a una fine atroce. L'identità della vittima, data la gravità delle ustioni riportate, non è al momento definibile con certezza, se non attraverso le complesse operazioni di riconoscimento che dovranno essere condotte dagli inquirenti; l'autovettura, si sa, risulta intestata a un uomo, ma chi si trovasse alla guida in quel maledetto istante è ciò che gli investigatori dovranno stabilire con assoluta precisione.
La dinamica e l'altro conducente
La dinamica dello scontro, che i carabinieri del nucleo investigativo di competenza stanno ricostruendo minuziosamente, appare con chiarezza nei suoi tratti fondamentali: un impatto frontale tra la vettura a metano e una Fiat Polo, guidata da un diciannovenne originario di Cingoli, il quale, per sua fortuna, è uscito dallo scontro senza riportare lesioni di carattere grave. La terribile asimmetria delle conseguenze, che ha risparmiato l'uno e annientato l'altra, costituisce uno di quegli elementi che rendono la tragedia ancor più straziante e difficile da accettare per i familiari della donna. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco chiamati a domare le fiamme, sono intervenute le ambulanze del 118 e le pattuglie della polizia locale, le quali hanno dovuto istituire una deviazione al traffico per consentire il lavoro dei soccorritori e dei periti.
Le indagini per fare chiarezza
Il fascicolo aperte dalla procura di turno, al quale lavorano gli specialisti della polizia scientifica e i tecnici della motorizzazione civile, si concentra ora sulla ricerca delle cause che hanno portato al frontale. Saranno esaminati, tra gli altri elementi, i detriti sparsi sulla carreggiata, le tracce di frenata e la posizione finale dei veicoli, nella speranza di comprendere se alla base vi siano state distrazioni, un malore improvviso, un errore di valutazione o altre concause. L'obiettivo primario, al di là delle necessarie attribuzioni di responsabilità, è quello di ricostruire con la massima fedeltà possibile gli ultimi, fatali secondi che hanno condotto alla perdita di una vita, offrendo alle persone care della vittima quel barlume di verità che, pur nella disperazione, può rappresentare un misero conforto.




