I Pooh annunciano il tour per i 60 anni di carriera: "Non pensavamo di arrivare fino a qui"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Sessant'anni di musica, un traguardo che pochi, nel panorama musicale nazionale e internazionale, possono vantare di aver raggiunto. I Pooh, che nel 2026 taglieranno questo straordinario traguardo, hanno annunciato un tour celebrativo che percorrerà l'Italia da nord a sud, un progetto ambizioso battezzato "POOH 60 – La nostra storia". Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Riccardo Fogli, riuniti, hanno confessato alla stampa un sentimento di quasi incredula meraviglia: "Non pensavamo nel 1966 di arrivare fino a qui". Una dichiarazione che racchiude il peso di un'intera epoca, trascorsa all'insegna di un successo costante, che Red Canzian ha poi definito, con efficace sintesi, "il piccolo miracolo di 4 ragazzi che si incontrano, si uniscono e per 60 anni vivono all'interno dello stesso sogno".

Un percorso che ha superato gli annunci di addio

La storia dei Pooh, del resto, è costellata di momenti in cui il "mai più" è stato smentito da un successivo ritorno, quasi a dimostrare un legame indissolubile con il palco e con il proprio pubblico. Dopo l'ultimo concerto con Stefano D’Orazio nel 2009, la band aveva infatti deciso di proseguire l'attività in formazione tripartita. Un percorso che, sette anni dopo, si è arricchito di un nuovo, importante capitolo con la reunion per i 50 anni di carriera, la quale vide non solo il ritorno dello stesso D’Orazio ma anche quello di Riccardo Fogli, richiamato in servizio dopo la sua militanza negli anni Settanta. Quel tour, nato inizialmente come un saluto definitivo in un grande stadio, si trasformò invece in una lunga e trionfale cavalcata attraverso stadi e palazzetti, superando le stesse intenzioni dichiarate in precedenza.

La struttura del nuovo tour celebrativo

Il progetto per il sessantennale si articola in una serie di importanti appuntamenti live, concepiti per rivivere e celebrare insieme una carriera straordinaria. Il tour, che toccherà sei città con doppia data ciascuna, è anticipato da una doppia data zero a Bergamo, portando il totale a ben quattordici appuntamenti nei palasport italiani. Le città coinvolte, che spaziano da Firenze a Torino, da Roma a Milano, per scendere poi a Eboli e a Bari, ospiteranno ciascuna due serate, con scalette diverse pensate per offrire un viaggio il più possibile completo nella sterminata produzione del gruppo. Un'offerta musicale che si annuncia già come un vero e proprio percorso nella memoria collettiva, capace di abbracciare diverse generazioni di appassionati.

Un'unione duratura fatta di musica e condivisione

Oltre ai numeri e alle date, ciò che emerge con forza è la consapevolezza di aver costruito qualcosa di unico e duraturo. In un Paese profondamente mutato nel corso di sei decenni, i Pooh sono rimasti un punto di riferimento, quattro uomini che hanno attraversato mode e generazioni senza perdere la loro identità. Hanno vissuto, come in tutte le famiglie, momenti di amore e di liti, riuscendo però a preservare quel sogno comune che li ha tenuti uniti. Il cambiamento di idea sulla reunion, da loro stessi definito "un segnale di intelligenza", dimostra una flessibilità e un affetto per la musica che vanno al di là dei propositi talvolta pronunciati a caldo. Il loro percorso, paragonato scherzosamente a quello di gruppi leggendari come i Beatles – che arrivarono a un decennio di attività –, assume ai loro occhi una dimensione quasi "infinita", testimoniando una vitalità artistica e umana fuori dal comune.

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