LaFerrari, il prototipo venduto per 2,4 milioni di dollari che nessuno potrà mai guidare su strada

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il mondo delle aste di auto da collezione, un universo parallelo dove il valore di un oggetto sfida spesso ogni logica utilitaristica, è stato recentemente scosso da una vendita che presenta un paradosso affascinante. Dopo i riflettori puntati sulla straordinaria Ferrari 250 GTO bianca del 1962 – l'unica ad aver lasciato gli stabilimenti di Maranello in quella livrea, battuta da Mecum per 38,5 milioni di dollari e consegnata con una messinscena degna di un film davanti alla gioielleria del collezionista David Lee a Los Angeles – l'attenzione degli appassionati si è spostata su un altro oggetto del desiderio proveniente dalla casa del Cavallino Rampante. Si tratta di un esemplare che, per quanto pagato una fortuna, non potrà mai essere ammirato sfrecciare su una pubblica via, se non forse a bordo di un carro attrezzi o all'interno di un padiglione espositivo.

Un pezzo di storia ingegneristica, non un'auto da passeggio

La casa d'aste RM Sotheby's ha infatti messo sul piatto un esemplare unico nel suo genere: un prototipo di sviluppo della LaFerrari, la hypercar ibrida che ha segnato un'epoca per il marchio modenese. Identificato dalla sigla interna Pro F 150 – P2, questo esemplare, venduto per circa 2,4 milioni di dollari, non è mai stato concepito per ottenere l'omologazione necessaria a circolare. La sua ragion d'essere, e qui sta la sua profonda diversità rispetto a una qualunque delle 499 unità di serie prodotte, è stata interamente dedicata ai collaudi, ai test di durata e alla messa a punto delle soluzioni tecniche che sarebbero poi confluite nel modello definitivo presentato al Salone di Ginevra nel 2013. I 54.844 chilometri – o 34.078 miglia a seconda del conteggio – registrati dal suo contachilometri non raccontano di piacevoli gite domenicali, bensì di migliaia di chilometri di prove, di sessioni di guida al limite su pista e di percorrenze destinate a stressare ogni singolo componente meccanico.

Il cuore puro e la livrea da lavoro di un cavallo indomato

Sotto la carrozzeria, che a un occhio non troppo attento potrebbe apparire simile a quella della versione stradale, batte un cuore differente, e per certi versi persino più affascinante per i puristi. Il prototipo monta infatti il possente V12 aspirato F140 FD, ma è privo del complesso sistema ibrido HY-KERS che, nella LaFerrari di serie, porta la potenza complessiva a 963 cavalli. Una scelta, questa, che testimonia come la vettura fosse utilizzata per affinare specifici aspetti del comportamento dinamico o del solo propulsore termico, senza l'assistenza della componente elettrica. Si stima che il solo dodici cilindri possa sviluppare circa 800 cavalli, una configurazione più "analogica" e primordiale, che rimanda a un'era meccanica precedente alla complessa integrazione con l'elettronica. A rendere ancora più iconico il suo aspetto è la livrea mimetica bianca e nera che ancora indossa, una sorta di divisa da lavoro che nasconde la classica carrozzeria Rossa con dettagli in fibra di carbonio e interni in pelle rossa.

Il lascito di Maranello e la certificazione di autenticità storica

Ferrari, a differenza di molti costruttori che al termine del ciclo di sviluppo demoliscono questi prototipi per evitare che finiscano in mani sbagliate, ha scelto di preservare alcuni di questi esemplari, riconoscendone il valore non solo economico ma anche e soprattutto storico. La decisione di destinare il Pro F 150 – P2 a una vendita pubblica, selezionando accuratamente i collezionisti a cui proporlo, trasforma di fatto questo oggetto in una testimonianza tangibile del processo creativo e ingegneristico che porta alla nascita di un mito. A suggellare questa autenticità e questo valore storico ci pensa il "Libretto Giallo" rilasciato da Ferrari Classiche nel 2022, un documento che certifica l'origine e la purezza della vettura, definendone lo status di cimelio industriale. Più che una supercar da esibire, questo esemplare rappresenta un pezzo di storia, un frammento del percorso che ha portato uno dei modelli più celebrati del XXI secolo a diventare tale, lontano dai riflettori dei saloni e nel segreto delle piste di collaudo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.