Il volo di dieci metri e la morte di Catalin Robu, operaio precipitato dal cestello a Cremona: lascia due figli a Ghisalba

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non gli ha dato scampo quel volo di oltre dieci metri, una caduta verticale che si è consumata in pochi, terribili secondi all’interno del cortile di un palazzo nel cuore del centro storico di Cremona. Catalin Moise Robu, operaio edile di 55 anni, residente a Ghisalba, in provincia di Bergamo, dove viveva con la moglie Camelina e i due figli, Riccardo e Simina, rispettivamente di 18 e 20 anni, stava effettuando un sopralluogo sul tetto di uno stabile in corso Vittorio Emanuele II, al civico 7, quando, per cause che sono al vaglio degli inquirenti, ha perso l'equilibrio ed è precipitato dal cestello di un'impalcatura mobile elevabile. La tragedia si è verificata nel primo pomeriggio, a poca distanza dal Duomo e dal Torrazzo, trasformando un normale giorno lavorativo in una sciagura destinata a lasciare un segno indelebile nella comunità della Bassa Bergamasca, dove la famiglia Robu era conosciuta e da tempo radicata in via Bellini.

Nonostante il tempestivo arrivo dei soccorritori del 118 e dei Vigili del Fuoco, per l'uomo non c'è stato purtroppo nulla da fare: le ferite riportate nell'impatto, data anche l'altezza considerevole dalla quale è precipitato, si sono rivelate immediatamente mortali. Sul posto, oltre ai sanitari, sono intervenuti i Carabinieri del Radiomobile di Cremona per i rilievi del caso e il personale dell'Ats Val Padana, che hanno avviato le procedure per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente. Il magistrato di turno, giunto poco dopo, dovrà ora accertare se siano state rispettate tutte le normative in materia di sicurezza sul lavoro, in un cantiere che si trovava all'interno di un cortile privato, e valutare eventuali profili di responsabilità. L'impresa per la quale lavorava Robu, una ditta bergamasca, si trova ad affrontare, oltre al dramma umano, anche il peso di un'accertamento che potrebbe svelare criticità nell'utilizzo del ponteggio mobile o nella gestione delle operazioni in quota.

Il dolore a Ghisalba e la reazione dei sindacati: "Ennesima tragedia inaccettabile"

La notizia si è diffusa rapidamente a Ghisalba, piccolo centro dove Catalin Moise Robu si era stabilito da anni, conducendo una vita familiare regolare e costruendo legami con il territorio. Il sindaco Gianluigi Conti, pur non conoscendo direttamente la vittima né i suoi familiari, ha voluto esprimere a nome dell'amministrazione comunale la propria vicinanza per una perdita che definisce “inaccettabile”. Il primo cittadino, con parole misurate, ha voluto sottolineare lo sconcerto che ha colto l'intera comunità locale di fronte a una notizia così tragica, che spezza una famiglia e lascia due giovani figli senza padre. La vita regolare dell'operaio, originario della Romania, si è interrotta bruscamente mentre stava svolgendo il proprio lavoro, una circostanza che rende il lutto ancora più pesante da sopportare per i parenti e per chi lo conosceva.

Le segreterie territoriali di Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil di Cremona hanno espresso in una nota congiunta il loro profondo cordoglio e la loro vicinanza alla famiglia del lavoratore deceduto, definendo quanto accaduto “l'ennesima tragedia sul lavoro che colpisce non solo la comunità locale, ma l'intero settore produttivo”. Nel loro comunicato, i sindacati hanno voluto sottolineare come nel 2026 non sia più tollerabile che si continui a morire sui luoghi di lavoro, lanciando un monito che va oltre il singolo episodio e si inserisce in un contesto provinciale che, stando ai dati più recenti, presenta delle criticità preoccupanti. Ogni vita spezzata, hanno aggiunto, rappresenta una sconfitta per le istituzioni e per l'intero Paese, richiamando l'attenzione sulla necessità di un impegno costante e condiviso per la prevenzione.

Un contesto provinciale segnato dall'aumento delle morti bianche

La morte di Catalin Moise Robu non è purtroppo un caso isolato nel panorama cremonese. Secondo le analisi diffuse nei mesi scorsi dalle stesse organizzazioni sindacali, basate sui dati INAIL relativi al 2025, nella provincia di Cremona si è registrato un fenomeno allarmante: se da un lato le denunce complessive di infortunio sono diminuite del 4 per cento, passando da 4.658 a 4.472 casi, dall'altro i decessi sul lavoro sono aumentati in maniera drammatica, passando da 8 a 14 in un solo anno, con un incremento del 75 per cento. Un dato che, come aveva sottolineato Ivan Zaffanelli, segretario generale della CISL Asse del Po, imporrebbe una riflessione profonda sul fatto che il sistema di prevenzione, nonostante le normative, non stia funzionando a dovere. Meno infortuni, aveva spiegato Zaffanelli, non significa automaticamente più sicurezza, e ogni morte rappresenta una sconfitta che non può essere accettata.

Queste statistiche, che fotografano una realtà preoccupante per il mondo del lavoro, riguardano anche la tipologia di incidente in cui è rimasto vittima Robu. Le cadute dall'alto, infatti, rappresentano una delle cause più frequenti di infortuni gravi e mortali nel settore dell'edilizia, dove l'utilizzo di ponteggi, scale e piattaforme mobili richiede una costante osservanza delle misure di sicurezza e una manutenzione scrupolosa delle attrezzature. La dinamica dell'incidente, con l'operaio che si trovava in un cestello elevatore a oltre dieci metri di altezza per un sopralluogo, riporta l'attenzione sulla necessità di una verifica puntuale dei dispositivi di protezione individuali e collettivi, nonché sulla formazione degli addetti ai lavori in quota, temi sui quali le inchieste giudiziarie sono chiamate a fare chiarezza.

I rilievi in corso e gli accertamenti sulla sicurezza

Ora spetta agli investigatori, coordinati dal magistrato, fare piena luce su quanto accaduto in corso Vittorio Emanuele II. I Carabinieri hanno acquisito tutte le testimonianze del caso, comprese quelle del titolare dell'impresa per cui lavorava la vittima, che era presente sul posto al momento della tragedia. Si tratta di capire se l'operaio stesse operando in condizioni di sicurezza, se il cestello mobile fosse conforme alle normative e se siano state adottate tutte le precauzioni necessarie per lavorare a quell'altezza. Non va dimenticato che il settore delle costruzioni è tra quelli più a rischio e che, nonostante le leggi e i protocolli, la pressione per rispettare i tempi di consegna e le difficoltà organizzative possono talvolta portare a sottovalutare i pericoli.

L'Ats Val Padana, l'agenzia di tutela della salute, sta effettuando gli accertamenti di competenza per verificare il rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. I tecnici dovranno analizzare il posizionamento del mezzo, lo stato dei dispositivi di sicurezza e le modalità con cui veniva svolto il sopralluogo sul tetto. L'esito di queste verifiche sarà determinante per stabilire se vi siano state negligenze o omissioni che possano aver contribuito alla caduta mortale. La famiglia di Catalin Robu, che ha perso il suo sostegno in un attimo, attende risposte, mentre l'intera comunità di Ghisalba si stringe attorno alla moglie Camelina e ai figli Riccardo e Simina, improvvisamente privati della presenza del loro congiunto.

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