Casalasco inaugura a Fontanellato il polo per l'innovazione sostenibile
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Redazione Economia
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In un periodo in cui il settore agroalimentare naviga in acque complesse, segnate da rincari e tensioni internazionali, l'inaugurazione dell'Innovation Center del Gruppo Casalasco a Fontanellato, nel parmense, delinea un modello operativo che coniuga la ricerca più avanzata con le radici produttive del territorio. All'evento, che ha visto la partecipazione del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, è stato presentato un hub di circa mille metri quadrati, concepito non come una semplice struttura ma come un crocevia dove si incontrano laboratori all'avanguardia, una cucina sperimentale e un auditorium moderno. L'amministratore delegato Costantino Vaia, padrone di casa, ha sottolineato come l'innovazione sia stata un motore costante per la crescita dell'azienda, la quale, nata come piccola cooperativa, è divenuta una realtà di primissimo piano a livello nazionale e internazionale nella trasformazione del pomodoro.
Un investimento sul futuro della filiera
L'obiettivo dichiarato del polo è triplice: accelerare lo sviluppo di prodotti e processi più efficienti, ridurre in maniera sostanziale l'impatto ambientale delle attività e, al contempo, rafforzare la competitività delle imprese italiane sui mercati globali. Ciò che colpisce, oltre alla visione strategica, è la scelta di recuperare un vecchio magazzino, trasformandolo in un simbolo di rinascita industriale e di attenzione alla sostenibilità, un "caso di successo da esportare in tutto il Paese", come ha osservato il ministro Urso. L'operazione, infatti, evita di consumare nuovo suolo e dimostra come si possa coniugare l'eredità del passato con le esigenze della produzione futura.
Dalla tradizione alla frontiera tecnologica
All'interno del centro, la cucina sperimentale e la sala degustazione non sono semplici spazi accessori, ma diventano i luoghi fisici in cui la tradizione culinaria italiana dialoga con le più recenti scoperte tecnologiche. È lì che si testano nuove formulazioni, si migliorano i processi esistenti e si esplorano materiali e tecniche per minimizzare gli sprechi, un tema cruciale per un'industria che deve fare i conti con la scarsità delle risorse. Si tratta di un lavoro meticoloso, che parte dalla materia prima – il pomodoro – per estendersi a tutto l'ecosistema produttivo, con l'intenzione di offrire risposte concrete alle sfide del presente.
Un segnale per il territorio e per i giovani
La nascita di questo polo lancia un messaggio importante, soprattutto in un'area a forte vocazione agricola e manifatturiera come quella della provincia di Parma. Creare un centro di eccellenza dedicato alla ricerca significa, implicitamente, investire sulle competenze e sulle professionalità locali, offrendo opportunità affinché i giovani possano costruire il proprio futuro senza dover necessariamente abbandonare il luogo d'origine. L'Innovation Center si propone così come un faro, un punto di attrazione per talenti e conoscenze, dimostrando che l'industria alimentare italiana, quando punta su innovazione e sostenibilità, può competere alla pari sui mercati internazionali mantenendo solide radici nel proprio distretto.




