Giorgia Meloni e il "ciao" in diretta, Fiorello non molla la presa

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Nell’aria di RadioDue, dove l’ironia si mescola spesso alla cronaca politica, si è consumato un siparietto telefonico che ha trasformato la presidente del Consiglio in una comparsa d’eccezione. Fiorello e Fabrizio Biggio, alla guida de "La Pennicanza", hanno deciso di testare la reale portata dei loro contatti, componendo il numero personale della premier durante la puntata del 22 aprile. Quel che ne è scaturito è stato uno scambio anomalo: l’assenza prolungata di una risposta al telefono, lo showman che insiste con una caparbietà scenica e, alla fine, l’arrivo di un messaggio scritto che spezza l’attesa. La presidente del Consiglio, pur oberata da impegni istituzionali che le impediscono una conversazione diretta, ha voluto comunque rispondere: "Che succede? Sono impegnata", ha chiesto lei, dimostrando di seguire l’evolversi della gag nonostante la distanza.

La dinamica dello scambio, raccontata in diretta con la consueta verve, ha rivelato un retroscena curioso sui confini tra intrattenimento e istituzioni. Fiorello, dopo aver vantato il possesso del recapito della premier (una circostanza che da sola basterebbe a riempire mezz’ora di talk show), ha dovuto fare i conti con l’indisponibilità della leader. Il telefono ha squillato a vuoto, poi un primo tentativo andato a monte, un secondo, un terzo; la tensione comica saliva in studio, con Biggio che incalzava il collega. Finché il display del telefono non si è illuminato: un messaggio della premier. "Che succede?", ha ripetuto lei con un mix di preoccupazione e curiosità istituzionale, quasi temesse che il conduttore volesse coinvolgerla in qualche giallo politico dell’ultimo minuto.

Un vocale "breve ma intenso" per rompere il ghiaccio

La replica di Fiorello è arrivata immediata, un vocale in cui lo showman spiegava la ragione dell’assillo: "Ti volevo solo salutare, siamo in diretta". Una scusa semplice, quasi banale, che ha però scatenato la reazione più attesa. La premier, evidentemente colpita dalla singolarità della richiesta, ha risposto con un suo vocale che in redazione hanno definito "breve ma intenso". Dal telefono è uscito un "Ciaooooo!" che, per la sua spontaneità, ha fatto il giro dello studio e, di lì a poco, delle cronache. Non c’erano messaggi politici cifrati, né agende nascoste; c’era solo la curiosità di una premier che, nel pieno di una giornata diplomatica, trova il tempo per mandare un saluto a un comico. Questo episodio, per quanto leggero, ha messo in luce quanto il rapporto tra il potere e la satira si sia fatto, almeno in apparenza, meno asettico.

La "guerra" telefonica si sposta sugli insulti russi

Se la prima puntata della settimana era stata caratterizzata da questo approccio quasi tenero, la puntata odierna ha cambiato registro, pur mantenendo il filo diretto con la premier. Lo showman, che non ha mai smesso di vantarsi del numero in rubrica, ha aggiornato la sua missione. Abbandonati i saluti, è passato a sollecitare una reazione più colorita. "Questa povera Giorgia Meloni non ha pace", ha esordito Fiorello, riallacciandosi alle polemiche internazionali che vedono protagonista la premier. Dopo gli screzi con Trump, era arrivata la bordata del conduttore russo **Solovyov**, un vero e proprio attacco verbale trasmesso da un programma di propaganda che lo showman non ha esitato a ribattezzare "La Putinanza".

Fiorello, per rendere l’idea dell’assurdità della situazione, ha tirato in ballo paragoni casalinghi: "È come se Marco Liorni dicesse 'Putin sei una me**a' o Lorena Bianchetti se la prendesse col primo ministro della Grecia!", un azzardo retorico che ha strappato risate in studio. E qui il gioco si è fatto più interessante: lo showman ha ammesso di aver mandato un nuovo vocale alla premier. Stavolta non per un saluto, ma con una richiesta precisa e provocatoria. "Le ho mandato un vocale per farmi mandare un insulto di risposta", ha confessato Fiorello, ammettendo di sperare che la presidente del Consiglio abbandonasse i toni istituzionali per rispondere a tono al collega russo.

Finzione e realtà nel segno dell’intelligenza artificiale

La giornata fitta della presidente, però, ha frenato l’entusiasmo del conduttore. La premier era infatti impegnata nel Consiglio dei Ministri, un appuntamento che ha reso impossibile qualsiasi risposta immediata, fosse anche solo un insulto scherzoso. L’assenza di una replica ufficiale, lungi dallo smorzare l’umorismo, ha spinto Fiorello a colmare il vuoto con l’arma della satira più tecnologica. Per "vendicarsi" al posto della premier, lo showman ha mandato in onda un video generato dall’intelligenza artificiale che ritraeva un **Bruno Vespa** particolarmente irriverente.

In quel video, il volto noto del giornalismo italiano minacciava Solovyov con toni surreali: "Le mando Al Bano sotto la finestra alle 3 di notte. La riempio di parolacce in libertà!". Un siparietto che è servito a Fiorello per smontare la gravità della crisi diplomatica, riducendola a puro rumore di fondo. La chiosa finale, però, è stata la più lucida: "Adesso mandate l’ambasciatore italiano a dire che non è un insulto… è intelligenza artificiale!". Una battuta che ha efficacemente fotografato la confusione dei linguaggi di quest’epoca, dove l’offesa può essere disinnescata con un semplice disclaimer digitale, e dove una telefonata in diretta radio rimane l’unico gesto genuinamente umano.

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