Eni, trimestrale da record con utile raddoppiato. Buyback a 3,4 miliardi e possibile dividendo straordinario a ottobre
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Redazione Economia
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Numeri del secondo trimestre che hanno ampiamente superato le attese degli analisti, una guidance sull'intero esercizio rivista al rialzo, un consistente aumento del programma di buyback e la prospettiva concreta di una cedola straordinaria hanno acceso i riflettori su Eni nella seduta del 29 luglio, spingendo il titolo verso i massimi di giornata in un clima di rinnovato ottimismo.
Un utile più che raddoppiato e conti oltre le previsioni
Il dato più eclatante, e che ha catturato l'attenzione degli investitori, è l'utile netto adjusted del secondo trimestre, attestatosi a 2,33 miliardi di euro, più che raddoppiato rispetto agli 1,13 miliardi dello stesso periodo del 2025. Un risultato che ha superato di slancio le stime del consensus degli analisti, ferme a circa 2,09 miliardi, segnando il miglior trimestre degli ultimi tre anni per la società guidata da Claudio Descalzi.
A sostenere questa straordinaria performance è stato, in particolare, il motore dell'Exploration & Production, il cui EBIT adjusted è balzato del 97% su base annua, attestandosi a 4,77 miliardi di euro. La produzione di idrocarburi ha toccato 1,79 milioni di barili equivalenti al giorno, segnando una crescita dell'11% su base omogenea, trainata dall'avvio a regime di nuovi progetti in aree chiave come l'Africa occidentale, il Golfo d'America, la Norvegia e l'Indonesia.
Anche l'EBIT proforma adjusted di Gruppo ha registrato un risultato eccezionale, raggiungendo i 5,38 miliardi di euro, il doppio rispetto al secondo trimestre del 2025 e in crescita del 52% su base sequenziale.
Guidance migliorata e più cassa per gli azionisti
Forte di questi numeri, Eni ha rivisto al rialzo le proprie previsioni per l'intero esercizio 2026. La crescita della produzione oil&gas su base omogenea è ora attesa intorno al 5%, rispetto al precedente intervallo del 3-4%, mentre il flusso di cassa operativo adjusted (CFFO) è previsto a 15 miliardi di euro, con un miglioramento di 700 milioni rispetto alle sensitivity del gruppo.
Questa maggiore generazione di cassa, alimentata da uno scenario dei prezzi delle commodity più favorevole, ha permesso di incrementare in modo sostanziale la remunerazione per gli azionisti. Il programma di buyback per il 2026 è stato portato a 3,4 miliardi di euro, con un incremento del 20% rispetto ai 2,8 miliardi annunciati ad aprile, e addirittura più del doppio rispetto alla previsione iniziale di 1,5 miliardi di euro.
Il dividendo straordinario e lo scenario petrolifero
La notizia che ha ulteriormente acceso l'entusiasmo del mercato è legata alla possibilità di un dividendo straordinario. Eni ha comunicato che nel mese di ottobre valuterà l'eventuale distribuzione di una cedola aggiuntiva, un'ipotesi che potrebbe concretizzarsi qualora i margini di raffinazione si mantengano su livelli significativamente superiori a quelli previsti dal piano di budget, ad esempio con uno scenario di Brent superiore a 90 dollari al barile o con un incremento superiore al 50% dei prezzi del gas o dei margini di raffinazione.
A spingere al rialzo il titolo hanno contribuito anche i rincari del prezzo del greggio, con il Brent in balzo di quasi il 5% nella giornata, oltre la soglia degli 88 dollari al barile. La ripresa della corsa del petrolio è stata innescata dalla nuova escalation in Medio Oriente, con attacchi incrociati che hanno coinvolto forze statunitensi in Iraq e Giordania, alimentando i timori per la stabilità delle forniture provenienti dall'area.
Il giudizio degli analisti e la reazione di Piazza Affari
La reazione del mercato non si è fatta attendere: a Piazza Affari il titolo Eni ha messo a segno un rialzo di oltre il 4,5%, toccando un massimo intraday di 23,14 euro e diventando il traino del listino milanese. Gli analisti hanno accolto con favore i risultati, definendo i conti "molto forti". Equita Sim ha confermato la raccomandazione buy con un prezzo obiettivo a 27,5 euro, mentre Barclays, con rating overweight, ha alzato il target a 28,5 euro, sottolineando come l'utile e la generazione di cassa abbiano superato le attese di oltre il 10%.
Anche Banca Akros ha espresso un giudizio positivo, evidenziando come l'azienda abbia aumentato il target di CFFO adjusted e incrementato il buyback, aprendo alla possibilità di un dividendo straordinario che potrebbe arrivare già nel quarto trimestre dell'anno.
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