Gila e il no all'Inter: "Aiutare il Milan a tornare grande vale più di una squadra che vince già"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mario Gila ha scelto il Milan, nonostante l'Inter lo avesse cercato. Il difensore spagnolo, protagonista al Festival dello Sport di Trento, ha raccontato senza giri di parole il retroscena di mercato che ha caratterizzato la sua estate: «Sì, mi voleva anche l'Inter. Ma aiutare il Milan a tornare grande sarebbe una soddisfazione molto più bella rispetto che arrivare in qualsiasi squadra che sta già vincendo adesso». Una frase che suona come una dichiarazione d'intenti, pronunciata da chi ha scelto la strada più complicata invece di quella più comoda.

Una concorrenza non solo nerazzurra

L'Inter non è stata l'unica pretendente a muoversi per il centrale classe 2000. Nelle settimane precedenti al trasferimento, il suo nome era finito sul taccuino di diversi club italiani ed europei. Il Napoli aveva provato ad affondare il colpo, arrivando a un'intesa con l'agente del giocatore sulla base di un ingaggio triplicato rispetto a quello percepito alla Lazio, ma l'offerta da 15 milioni presentata a Claudio Lotito si era rivelata insufficiente di fronte alla richiesta di 30 milioni.

Una cifra che i biancocelesti non erano disposti a trattare, anche per via dell'accordo che prevedeva la cessione del 50 per cento della plusvalenza al Real Madrid, club che aveva lanciato Gila nel calcio professionistico. All'estero, Brighton e Bournemouth avevano manifestato interesse, pronte a inserirsi qualora l'operazione con i partenopei fosse definitivamente naufragata.

La scelta rossonera e il peso della storia

Alla fine, però, la spunta il Milan. E non solo per una questione economica. Gila ha spiegato che la chiamata dei rossoneri ha avuto un peso specifico diverso rispetto alle altre: «È una squadra che quando ti chiama, che ha una storia così importante, è difficile dire di no». Il difensore ha poi aggiunto un passaggio che chiarisce ulteriormente la sua posizione: «Magari altri club sono in un momento più soddisfacente, ma aiutare il Milan a tornare a vincere è un qualcosa che non puoi trovare altrove».

Parole che delineano la scelta di un giocatore nel pieno della carriera, reduce da quattro stagioni alla Lazio con 120 presenze e due gol, e desideroso di misurarsi con una sfida di ricostruzione piuttosto che con una situazione già consolidata.

L'impatto sul campo e le ambizioni dichiarate

L'arrivo di Gila al Milan si è concretizzato nel luglio 2026, con un contratto fino al 30 giugno 2031 e la maglia numero 34 sulle spalle. L'operazione è stata chiusa sulla base di una valutazione complessiva di 30 milioni di euro, che ha reso il difensore uno degli acquisti più onerosi dell'estate rossonera. Sul piano del rendimento, le prime settimane hanno confermato le attese: la sua presenza è stata costante e la sua solidità ha contribuito a rendere la retroguardia milanista più affidabile.

Lo stesso Gila, però, ha mantenuto un profilo misurato: «Non sono così determinante... Cerco di aiutare. Tutti questi commenti che leggi, poi con la Lazio prendiamo due gol sulla mia parte».

Il progetto tecnico e gli obiettivi stagionali

Sotto la guida di Rúben Amorim, Gila si è trovato a ricoprire anche un ruolo diverso dal solito, quello di terzino destro in una difesa a quattro. Una posizione che lo ha stimolato: «Mi piace. Mi stimola. A volte da difensore centrale ti piace molto, però i giocatori hanno bisogno di stimoli. Trovarti in una posizione magari impari nuove cose, impari nuove situazioni». Quanto agli obiettivi stagionali, il centrale spagnolo non si è nascosto: «L'obiettivo principale è entrare in Champions e vincere lo Scudetto. Siamo il Milan e dobbiamo pensare con ambizione. L'anno scorso abbiamo fatto una bellissima stagione ma non siamo arrivati in Champions: quindi siamo una squadra da Europa League, ma con ambizioni Champions e per lo Scudetto».

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