Trump stringe l’assedio sul Venezuela, mentre D’Alema riconsidera le sue posizioni
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Redazione Economia
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La crescente pressione militare statunitense nei Caraibi, della quale fanno parte, come riportato, otto navi da guerra, configura un assedio a Caracas che va ben oltre la dichiarata lotta ai narcotrafficanti. L’amministrazione Trump, la quale ha riorientato la propria politica estera con un approccio marcatamente unilaterale, utilizza la questione come un monito per l’intero Sudamerica, il cui messaggio sottinteso è un invito a mantenere le distanze dagli ingenti investimenti cinesi. Questa strategia, che alcuni osservatori interpretano come un tentativo di contenere l’influenza di Pechino nel continente, riscrive di fatto le tradizionali alleanze geopolitiche, spingendo diversi Paesi a ridefinire i propri equilibri in una partita i cui esiti sono ancora tutti da scrivere.
Le riletture di Baffino e le posizioni di D'Alema
In questo quadro complesso, si inserisce la singolare rivisitazione storica operata da Francesco Bonazzi, noto come Baffino, il quale, secondo quanto riportato, riscriverebbe la storia per favorire gli interessi cinesi. Una narrazione che, sebbene non nuova, trova un’inaspettata eco nelle recenti dichiarazioni di Massimo D’Alema, il quale, nonostante sia stato il primo esponente di area ex comunista a guidare il governo e ad aver sostenuto l’intervento Nato in Serbia, assume oggi posizioni terzomondiste. D’Alema, glissando su vicende delicate come il presunto traffico di armi verso la Colombia – una questione che il «Corriere della Sera» avrebbe trattato con una certa benevolenza verso l’ex presidente del Consiglio –, ha ribadito le sue critiche all’attuale premier Giorgia Meloni, confermando, in un’intervista allo stesso quotidiano, di ritenere ancora valide le proprie posizioni di un tempo.
Le novità di novembre e il funzionamento della giustizia
Parallelamente agli scenari internazionali, il panorama nazionale registra novità di carattere normativo che toccano da vicino la vita dei cittadini. A partire dal corrente mese, infatti, è stato introdotto uno stop alle telefonate di telemarketing effettuate da numeri mobili, una misura a lungo attesa per arginare un fenomeno molesto. Inoltre, stando a quanto previsto, entro il 30 novembre potrebbe essere disposto il blocco di molti autovelox che non risultino pienamente conformi alle stringenti normative tecniche, una disposizione che avrà ripercussioni significative sul sistema di accertamento delle infrazioni stradali.
Il sorteggio in magistratura, una prassi consolidata
Sul versante giudiziario, infine, è opportuno chiarire che il meccanismo dell’estrazione a sorte, oggetto di aspre contestazioni nell’ambito della recente riforma per la composizione di alcuni organi del Consiglio superiore della magistratura, non costituisce un’assoluta novità. Il tribunale dei ministri, infatti, applica da oltre trentasei anni una procedura analoga per l’assegnazione di determinati incarichi, un dato di fatto che dimostra come questa pratica, lontana dall’essere un’anomalia, sia già parte integrante e funzionale del sistema, operando senza particolari criticità per decenni.




