Uccisa con l'insulina, l'infermiera: «Il marito calciò la porta»
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Redazione Interno
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Nadir Rossi, infermiere di 34 anni, è stato arrestato giovedì con l'accusa di aver ucciso la moglie, Jessica Dalla Chiara, somministrandole insulina attraverso una flebo senza alcuna necessità terapeutica. Secondo l'accusa, le dosi le avrebbero provocato l'ultima e fatale crisi ipoglicemica, avvenuta due anni fa, dopo un primo malore che la donna era riuscita a superare.
La notte del 22 maggio 2024 a Bussolengo
Quel primo episodio risale al 22 maggio 2024, nella casa della coppia a Bussolengo, in provincia di Verona. Jessica, che aveva 32 anni, fu colpita da una grave crisi ipoglicemica con arresto cardiaco, e a chiamare il 118 fu proprio il marito, che nell'attesa si occupò della moglie. Sul posto arrivò un'équipe composta da un'infermiera, un medico e un autista, che riuscì a rianimare la donna e a riportarla in condizioni stabili.
È l'infermiera di quell'intervento a ricordare una scena che l'aveva colpita: mentre i soccorritori lavoravano per rianimarla, il marito avrebbe preso a calci la porta. Un comportamento che, nel racconto della soccorritrice, le sembrò fuori luogo rispetto a quello di un familiare in pena per la moglie.
La lettera anonima e l'allarme rimasto senza esito
I dubbi della soccorritrice non si fermarono a quell'impressione. Dopo la notte del malore, segnalò ai carabinieri con una lettera anonima la strana reazione dell'uomo, nel tentativo di far emergere i primi sospetti su quanto accaduto in quella casa. Una segnalazione analoga arrivò anche ai poliziotti, ma non produsse effetti concreti: la porta che l'infermiera aveva aperto si richiuse senza che ne seguissero accertamenti.
Questo passaggio pesa nella ricostruzione dei fatti, perché Jessica Dalla Chiara, secondo quanto ricostruito, avrebbe potuto salvarsi se l'allarme fosse stato raccolto subito. La morte arrivò invece in una circostanza successiva, quando secondo l'accusa il marito le somministrò nuovamente insulina per via endovenosa.
L'incontro in carcere con i difensori
Rossi è detenuto nel carcere di Montorio e attende l'interrogatorio di garanzia, fissato per lunedì 2 novembre. Ieri ha incontrato l'avvocato Giacomo Giulianelli, che lo assiste insieme al collega Davide Lovato: nulla è trapelato su quanto si siano detti né sulla strategia difensiva. Ai legali l'uomo è apparso scosso e molto preoccupato per la figlia piccola, tanto da lanciare un appello: «Proteggete mia figlia da questa vicenda».
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