La Nasa chiarisce: 3I Atlas è una cometa, nessuna minaccia per la Terra
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Redazione Scienza e Tecnologia
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L'oggetto interstellare 3I/ATLAS, che ha solcato i nostri cieli e catturato l'immaginazione di molti, è definitivamente una cometa e non rappresenta, né ha mai rappresentato, un pericolo per il nostro pianeta o per qualsiasi altro Corpo del Sistema Solare. A porre fine a ogni speculazione, durante un briefing tenutosi oggi, è stata Nicky Fox, amministratrice associata della Direzione delle Missioni Scientifiche della NASA, la quale, con parole rassicuranti, ha affermato che "tutto nel nostro Sistema Solare andrà bene", scongiurando così qualsiasi ipotesi di impatto o di passaggio ravvicinato preoccupante. L'agenzia spaziale americana ha quindi fornito una spiegazione scientifica e dettagliata sulla natura di questo visitatore cosmico, chiarendo i meccanismi fisici che ne governano il movimento e dissipando le teorie più fantasiose che lo avevano dipinto come un'astronave di origine aliena.
Il fenomeno dei getti cometari
Shawn Domagal-Goldman, direttore ad interim della Divisione di Astrofisica della NASA, ha illustrato il comportamento tipico delle comete, come 3I/ATLAS, che, avvicinandosi al Sole, subiscono processi di evaporazione rilasciando consistenti quantità di gas e polveri. Questi materiali, espulsi nello spazio, formano la caratteristica chioma e, talvolta, le code. Ciascuno di questi getti, ha spiegato Domagal-Goldman, agisce in maniera simile a un piccolo motore a razzo, esercitando una spinta che modifica in modo impercettibile ma misurabile la traiettoria della cometa, spingendola nella direzione opposta a quella del getto stesso. Si tratta di un fenomeno del tutto naturale, ben noto agli astronomi, che nulla ha a che vedere con propulsori artificiali o con una presunta navigazione intelligente.
Le origini del caso mediatico
La cometa interstellare, tuttavia, era finita al centro di un acceso dibattito pubblico a causa delle sue numerose anomalie, le quali avevano alimentato l'ipotesi, avanzata con insistenza dall'astrofisico Avi Loeb dell'Università di Harvard sin dall'epoca della sua scoperta a luglio, che potesse trattarsi di un manufatto extraterrestre. Questa suggestiva congettura, sebbene non supportata dalla maggior parte della comunità scientifica, aveva trovato ampio spazio nei media, trasformando 3I/ATLAS in un vero e proprio caso che ha diviso l'opinione pubblica tra scettici e sostenitori della teoria aliena. L'oggetto, essendo solo il terzo visitatore interstellare mai osservato nel nostro sistema, portava con sé un alone di mistero che ha inevitabilmente acceso la curiosità generale.
Un visitatore raro e innocuo
Scoperta dal sistema di monitoraggio ATLAS il primo luglio di quest'anno, la cometa ha compiuto un viaggio attraverso lo spazio interstellare prima di fare il suo ingresso, del tutto fortuito, nel nostro sistema planetario. Sebbene la sua traiettoria l'abbia portata a transitare relativamente vicino a Marte all'inizio di ottobre, passando a meno di trenta milioni di chilometri dal pianeta rosso, il suo percorso è sempre rimasto ben al di fuori da qualsiasi orbita che potesse costituire una minaccia per la Terra, dalla quale si è mantenuta a una distanza di sicurezza di oltre duecentosettanta milioni di chilometri. La NASA, nel corso dello stesso briefing, ha anche annunciato la pubblicazione di nuove immagini dell'oggetto, catturate da diverse sue missioni, che offriranno agli scienziati ulteriori elementi per lo studio di questi rarissimi corpi celesti.




