Fentanyl, scatta l'allerta nel Vicentino. Stretta dell'Ulss 8: «Subito più controlli»
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Il caso del furto di ottanta fiale di fentanyl avvenuto alla farmacia dell'ospedale israelitico di Roma continua a far sentire i suoi effetti a catena sull'intero sistema sanitario nazionale, e il Vicentino non fa eccezione. L'Ulss 8 Berica, in un'ottica di assoluta prudenza e per prevenire qualsiasi possibilità di replica, ha deciso di muoversi in anticipo rispetto alle stesse disposizioni ministeriali, diramando un'avviso urgente a tutti i reparti del San Bortolo e degli altri ospedali dell'azienda.
La raccomandazione, come si legge in una nota interna, è quella di prestare la massima attenzione alla catena di custodia delle chiavi degli armadi blindati destinati a contenere farmaci stupefacenti, effettuare verifiche puntuali sulle giacenze e garantire che ogni movimento sia registrato con precisione, con l'obbligo di segnalare immediatamente ogni minima anomalia.
Un oppioide dalle conseguenze devastanti
Il fentanyl, come noto, è un oppioide sintetico nato per la terapia del dolore nei malati gravi o terminali, ma la sua potenza, che può raggiungere anche cento volte quella della morfina, ne fa un'arma a doppio taglio quando finisce nelle mani sbagliate. La quantità sottratta a Roma, secondo le stime delle forze dell'ordine, sarebbe infatti sufficiente per confezionare fino a ventimila dosi da immettere sul mercato illegale, un numero che fa comprendere la portata del pericolo.
Proprio per questo, il timore che parte di quelle fiale possa finire anche sulle piazze di spaccio del Veneto non è remoto, tanto più che dagli stessi Serd locali era già stato lanciato l'allarme sulla comparsa di sostanze sintetiche a basso costo in grado di innescare effetti devastanti, soprattutto tra i più giovani, e il fentanyl rientra purtroppo in questa categoria. Chi lo assume, specie se mescolato ad altre droghe, può cadere in uno stato di sedazione estrema che lo rende simile a uno zombie, da cui il soprannome di "droga degli zombie" che ormai gli è stato attribuito.
La riunione a Palazzo Chigi e l'allarme del Ros
Proprio mentre l'Ulss 8 intensificava i suoi controlli interni, a Roma si teneva una riunione di alto profilo a Palazzo Chigi, convocata dal sottosegretario Alfredo Mantovano e alla quale hanno preso parte i ministri Matteo Piantedosi e Orazio Schillaci, insieme ad altre autorità come il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, e il governatore del Lazio, Francesco Rocca.
L'incontro è stato alimentato dalle parole del comandante del Ros dei carabinieri, Vincenzo Molinese, che, in audizione in Commissione Antimafia, aveva messo in guardia il governo, sottolineando come il furto rappresenti un segnale preoccupante. Pur non registrandosi al momento segnali di un coinvolgimento diretto della criminalità organizzata, ha spiegato Molinese, il fenomeno va monitorato con la massima attenzione, perché la volontà di approvvigionarsi di questa sostanza c'è tutta e il web potrebbe rivelarsi il canale privilegiato per lo smercio delle dosi ottenute.
La stretta del governo e il decalogo per le farmacie
Al termine del vertice, è stata dunque decisa una stretta decisa: da un lato, verranno potenziati i controlli a tappeto da parte dei Nas su ospedali, case di cura e farmacie; dall'altro, è stato istituito un tavolo tecnico per valutare l'opportunità di norme più severe per la tracciabilità dei farmaci stupefacenti.
L'obiettivo dichiarato è quello di aggiornare il Testo Unico in materia, ormai risalente al 1990 e considerato non più adeguato a fronteggiare le sfide poste da sostanze come il fentanyl, e di introdurre un sistema di registrazione informatizzata che sostituisca l'attuale metodo cartaceo, ritenuto antiquato e troppo esposto a rischi.
In parallelo, il ministero della Salute ha già diffuso una circolare che, nelle more della dematerializzazione completa delle ricette, fornisce alle farmacie di comunità un vero e proprio decalogo di comportamenti da seguire per prevenire abusi: si va dalla verifica dell'autenticità della ricetta all'accertamento dell'identità del paziente, fino alla segnalazione immediata di qualsiasi situazione sospetta. Una mobilitazione generale che dimostra come il caso di Roma abbia fatto scattare un campanello d'allarme che, nelle intenzioni del governo, nessuno potrà più ignorare.




