L’Inter spreca l’impossibile: il derby d’Italia è bianconero
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
L’Inter, che nel primo tempo aveva dominato il campo con occasioni nette ma malamente sprecate, esce sconfitta dall’Allianz Stadium di Torino, dove la Juventus si impone 1-0 nel derby d’Italia. Un risultato che, se da un lato conferma le difficoltà nerazzurre nei big match, dall’altro regala ai bianconeri una vittoria che Thiago Motta non ha esitato a definire «la più importante della stagione». Un gol di Francisco Conceiçao, frutto di un’azione personale di Kolo Muani, ha deciso la partita, lasciando l’Inter con il rimpianto di un palo colpito da Dumfries e di una clamorosa occasione sciupata da Lautaro Martinez.
Nel primo tempo, la squadra di Simone Inzaghi aveva mostrato un volto più propositivo, creando diverse chance che, tuttavia, non sono state capitalizzate. Dumfries, autore di un tasto vincente che si è infranto sul palo, e Lautaro, che ha fallito una delle occasioni più chiare, hanno incarnato l’incapacità nerazzurra di concretizzare il dominio di gioco. Una tendenza che, negli ultimi match, sta diventando un’abitudine preoccupante per l’Inter, che dopo la sconfitta a Firenze ha replicato un’altra prestazione sterile in attacco.
La Juventus, al contrario, ha saputo crescere nel secondo tempo, dimostrando una determinazione che ha fatto la differenza. Kolo Muani, autore di un’azione brillante, ha servito Conceiçao per il gol decisivo, regalando ai bianconeri una vittoria che li aggancia alla Lazio al quarto posto in classifica. Un successo che, oltre ai tre punti, potrebbe rappresentare un punto di svolta psicologico per una squadra che, dopo un inizio di stagione altalenante, sembra aver trovato un equilibrio sotto la guida di Motta.
La sconfitta dell’Inter, invece, rischia di avere ripercussioni importanti nella corsa scudetto. Se il Napoli, pur rallentando, mantiene il passo, i nerazzurri sembrano aver perso quel mordente che li aveva caratterizzati nella passata stagione. La squadra di Inzaghi, pur rimanendo tecnicamente la più forte del campionato, appare svuotata di quella «lucida cattiveria» che le aveva permesso di imporsi con autorità. Un problema che, se non risolto, potrebbe compromettere le ambizioni di una squadra che, almeno sulla carta, aveva tutti i numeri per lottare fino in fondo.




