Agrigento tra degrado e cultura, la sfida della Capitale Italiana della Cultura 2025
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Agrigento, città dalle mille contraddizioni, si prepara a vivere un anno di grande rilievo culturale, essendo stata designata Capitale Italiana della Cultura 2025. Tuttavia, il percorso verso questo prestigioso riconoscimento è stato segnato da numerose difficoltà e ritardi, come dimostrano i lavori di restauro del Museo civico, iniziati nel 2018 e ancora lontani dalla conclusione. Le strade del centro storico, devastate dal terremoto del 1966, presentano un quadro desolante di sporcizia, rifiuti ingombranti e macerie di case in crollo, che, sebbene trovino un certo fascino tra i turisti stranieri, rappresentano una vergogna per la città.
Nonostante queste criticità, Agrigento si appresta a inaugurare una serie di eventi culturali di grande rilevanza, come la mostra "I tesori d’Italia – il 900 delle Fondazioni", ospitata a Villa Aurea e visitabile fino al 2 giugno. Questa esposizione, promossa dal Parco Valle dei Templi di Agrigento e curata da Pierluigi Carofano e Anna Ciccarelli, rappresenta la seconda sessione di un progetto più ampio, volto a celebrare il patrimonio artistico e culturale italiano.
In occasione dell'inaugurazione di Agrigento Capitale della Cultura 2025, il municipio ha avviato lavori di riasfaltatura delle strade, anche notturni, per garantire la sicurezza e offrire un'immagine moderna e pulita della città. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha partecipato alla cerimonia inaugurale al Teatro Pirandello, definendo l'evento un'opportunità storica per Agrigento di rilancio turistico, economico e sociale.
Ida Carmina, deputata del Movimento 5 Stelle, ha sottolineato l'importanza di questo riconoscimento per la città, auspicando che possa portare a una crescita infrastrutturale e a un miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti.




