È morto Phil Campbell, il chitarrista dei Motörhead aveva 64 anni

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Se n’è andato nella notte tra venerdì e sabato, nella sua amata terra gallese, Philip Anthony Campbell, per tutti semplicemente Phil, lo storico chitarrista dei Motörhead. Aveva 64 anni, ed è spirato “pacificamente” dopo aver lottato per giorni, “coraggiosamente” come lo descrivono i suoi cari, in terapia intensiva. I medici lo avevano sottoposto a un intervento complesso, un’operazione maggiore dalla quale, nonostante la forza e la determinazione che lo hanno sempre contraddistinto sui palchi di tutto il mondo, non è più riuscito a risvegliarsi. La notizia, rimbalzata in poche ore sui siti di settore e le agenzie di stampa, è stata data ufficialmente dalla famiglia attraverso i canali social dei Phil Campbell and the Bastard Sons, la band che aveva fondato con i figli Todd, Dane e Tyla e che ne ha raccolto l’eredità musicale dopo lo scioglimento dei Motörhead.

Nato a Pontypridd, in Galles, il 7 maggio 1961, Campbell aveva la musica nel sangue già da bambino: si avvicinò alla chitarra all’età di dieci anni, ispirato da mostri sacri come Jimi Hendrix e Tony Iommi, e a tredici suonava già semiprofessionalmente in locali e pub della sua regione. Dopo un’importante gavetta con i Persian Risk, band con cui incise i primi singoli, arrivò la svolta nel 1984. Lemmy Kilmister, fondatore e leader indiscusso dei Motörhead, lo volle con sé per sostituire Brian Robertson. Inizialmente l’intenzione era di prendere un solo chitarrista, ma Lemmy rimase talmente colpito dalle audizioni da ingaggiare sia Campbell che Michael "Würzel" Burston, dando vita a una formazione a due chitarre che avrebbe segnato un’epoca. Da quel momento, Phil è stato una colonna portante della band, contribuendo in modo determinante alla scrittura di album fondamentali e di riff che sono diventati veri e propri inni per generazioni di metallari.

Dopo la scomparsa di Lemmy, avvenuta il 28 dicembre 2015, e il conseguente scioglimento dei Motörhead, Campbell non si è fermato. Anzi, ha trasformato il dolore in un nuovo progetto, intimo e familiare, mettendo la sua esperienza al servizio dei tre figli, Todd, Dane e Tyla, tutti musicisti. Nacquero così i Phil Campbell and the Bastard Sons, una realtà che gli ha permesso di continuare a fare musica e di condividere il palco con la sua famiglia, un’estensione naturale di quel legame viscerale con le sue origini. Il gruppo, che nel 2018 ha pubblicato l’album di debutto “The Age of Absurdity”, era diventato ormai la sua ragione di vita artistica, un modo per tramandare la fiamma dell’hard rock puro e senza compromessi. Proprio attraverso i canali di questa band, i figli hanno voluto salutarlo con un messaggio toccante, ricordandolo come un marito devoto, un padre meraviglioso e un nonno affettuoso, soprannominato “Bampi” dai nipoti.

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