Peste suina in Toscana, nuove restrizioni dopo i cinghiali positivi nel Pistoiese

Peste suina in Toscana, nuove restrizioni dopo i cinghiali positivi nel Pistoiese
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Redazione Interno Redazione Interno   -   La peste suina in Toscana è stata confermata dopo il ritrovamento di tre carcasse di cinghiali morti sulla montagna pistoiese, nel comune di San Marcello Piteglio, tra il 29 giugno e il 1 luglio. Le analisi hanno accertato la positività alla peste suina africana (Psa) degli animali rinvenuti in un’area vicina al confine con l’Emilia Romagna. Il nuovo episodio amplia il quadro dell’emergenza regionale, dopo i casi già registrati in provincia di Massa Carrara, e porterà a una rimodulazione delle zone di restrizione da parte della Commissione Europea.

Le nuove positività hanno determinato il rafforzamento delle attività di sorveglianza sulla fauna selvatica nell’area interessata. La Regione Toscana, l’Asl Toscana Centro e il Commissario straordinario per la peste suina africana stanno coordinando gli interventi attraverso azioni di sorveglianza attiva e passiva, con l’obiettivo di monitorare la diffusione della malattia tra i cinghiali presenti sul territorio. Il caso registrato nel comune di San Marcello Piteglio viene seguito dalle strutture incaricate della gestione dell’emergenza, mentre prosegue l’adeguamento delle misure previste nelle aree coinvolte.

Le nuove misure dopo l’ordinanza sulla peste suina africana

Il commissario straordinario per la peste suina africana Giovanni Filippini ha firmato l’ordinanza 4/26, che prolunga in più parti gli effetti dei provvedimenti precedenti. Per i cacciatori, secondo quanto riportato, i cambiamenti risultano limitati, mentre l’atto introduce alcune novità sul piano organizzativo e sul coordinamento tra la struttura commissariale e le Regioni. L’ordinanza prevede inoltre la possibilità di introdurre deroghe per l’utilizzo delle aree di addestramento cani nelle zone di restrizione.

Le possibili deroghe sono collegate all’obiettivo di consentire il rilascio di brevetti Enci o la preparazione alle attività di controllo del cinghiale. La nuova disposizione interviene quindi sulla gestione delle aree interessate dalle limitazioni, mantenendo il quadro delle restrizioni già adottate e aggiungendo strumenti destinati a organizzare alcune attività specifiche. Il provvedimento si inserisce nel percorso di contrasto alla peste suina africana e nel coordinamento delle azioni tra gli enti coinvolti.

Il caso nel Pistoiese e il ruolo dei cacciatori

Il primo caso di peste suina nel Pistoiese è stato registrato dopo le analisi effettuate sulla carcassa di un cinghiale ritrovato nel territorio di San Marcello Piteglio, con un risultato definito inequivocabile per la positività al virus della Psa. Il ritrovamento dei tre cinghiali morti ha portato la provincia di Pistoia nella mappa toscana dell’emergenza, con nuove attenzioni sulle attività di controllo della fauna selvatica.

Dopo la conferma dei casi, il presidente dell’ATC 11 di Pistoia Antonio Andreini è intervenuto sulla situazione sottolineando il ruolo dei cacciatori nelle attività di contrasto alla malattia. Secondo quanto dichiarato, l’ATC è impegnato da due anni nella preparazione delle azioni di competenza contro la peste suina africana e si è messo a disposizione delle autorità per affrontare l’emergenza. Andreini ha inoltre evidenziato le possibili ripercussioni economiche e sociali legate alla diffusione della malattia.

Il monitoraggio della fauna selvatica e l’organizzazione delle attività sul territorio restano quindi al centro delle misure adottate dopo i ritrovamenti nel Pistoiese. Le nuove disposizioni e il rafforzamento della sorveglianza accompagnano la gestione della situazione da parte degli enti regionali e della struttura commissariale, mentre vengono aggiornate le zone interessate dalle restrizioni legate alla peste suina africana.

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