Frodi nei pagamenti digitali, le carte sono le più bersagliate ma i bonifici causano le perdite maggiori
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Redazione Economia
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Le frodi nei pagamenti digitali continuano a rappresentare una delle principali minacce per consumatori e imprese, ma il quadro che emerge dai dati ufficiali mostra una realtà meno scontata: le carte sono lo strumento più frequentemente utilizzato dai criminali, mentre i bonifici generano gli impatti economici più pesanti per le vittime.
A fotografare l'evoluzione del fenomeno è la Banca d'Italia con il rapporto sulle operazioni di pagamento fraudolente in Italia relativo al secondo semestre 2025, che analizza modalità, frequenza e valore economico delle frodi registrate nel sistema dei pagamenti. Il tasso di frode complessivo, calcolato come rapporto tra il valore delle operazioni fraudolente e l'ammontare totale delle transazioni, rimane su livelli estremamente contenuti, attestandosi a 3 euro ogni 100.000 euro transati, ovvero lo 0,003% in valore, un dato che conferma la sostanziale sicurezza del sistema dei pagamenti italiano nonostante l'aumento dei tentativi di truffa.
Il peso delle carte e la pericolosità dei bonifici
Le carte di pagamento, sia di debito che di credito, registrano un tasso di frode pari a 17 euro ogni 100.000 euro transati (0,017% in valore), un dato stabile rispetto al semestre precedente e che riflette la loro diffusione capillare negli acquisti quotidiani. La moneta elettronica, in particolare le carte prepagate, presenta invece un'incidenza più elevata, con 24 euro ogni 100.000 euro transati, in calo rispetto ai 33 del semestre precedente.
Sono i bonifici, tuttavia, a fare la differenza in termini di danno economico: l'importo medio delle frodi per i bonifici SEPA ordinari raggiunge i 5.046 euro, mentre per quelli istantanei si attesta a 1.638 euro, una cifra che supera di gran lunga gli 82 euro medi delle frodi con carta e i 35 euro della moneta elettronica. Una disparità che spiega perché, nonostante i bonifici presentino un tasso di frode complessivamente molto basso (0,002% in valore), le perdite economiche subite dalle vittime siano mediamente molto più significative.
Il crollo delle frodi sui bonifici istantanei e il ruolo della verifica IBAN
Una delle notizie più rilevanti che emergono dal rapporto riguarda la sensibile riduzione delle frodi sui bonifici istantanei, strumento che per la sua rapidità e irrevocabilità è da tempo nel mirino dei truffatori. Il tasso di frode in valore per i bonifici SEPA istantanei è diminuito del 38% rispetto al primo semestre del 2025 e del 53% rispetto al secondo semestre del 2024. Un dato ancora più significativo se si considera il numero di operazioni, con un calo del 40% sul semestre precedente e del 57% su base annua.
Questo miglioramento, sottolinea Banca d'Italia, riflette l'efficacia delle misure di prevenzione introdotte, in particolare l'obbligo per i prestatori di servizi di pagamento di attivare, dal 9 ottobre 2025, un servizio di verifica del beneficiario (Verification of Payee - VOP) per i bonifici SEPA. Un sistema che, prima di eseguire l'operazione, controlla in tempo reale la corrispondenza tra l'IBAN inserito e il nome del beneficiario, avvisando l'utente in caso di discrepanza e riducendo così il rischio di pagamenti verso conti fraudolenti o errati.
La manipolazione del pagatore, la vera minaccia emergente
Se le frodi tradizionali, come la clonazione di carte o il furto di dati, sono in calo, i numeri indicano una preoccupante crescita delle cosiddette frodi da manipolazione del pagatore, una tipologia di reato che non si limita a violare i sistemi di sicurezza ma sfrutta l'ingegneria sociale per aggirare le difese psicologiche degli utenti.
In questi casi, il truffatore non ruba le credenziali di accesso, ma convince la vittima, fingendosi un familiare in difficoltà o un operatore della banca, a effettuare volontariamente un bonifico verso un conto di sua proprietà. Una tecnica che si rivela particolarmente efficace proprio per i bonifici, dove la presenza dell'autenticazione forte (SCA) risulta meno efficace proprio perché l'operazione viene autorizzata consapevolmente dal pagatore.
La truffa del "telefono rotto", in cui un genitore riceve un messaggio dal presunto figlio che chiede soldi per un'emergenza, è diventata uno degli schemi più diffusi, tanto da essere citata nei vademecum delle banche e delle associazioni di categoria come esempio emblematico di questa tipologia di raggiro.
Le nuove frontiere della sicurezza e le responsabilità
L'introduzione della verifica obbligatoria del beneficiario rappresenta un passo avanti significativo nella protezione dei consumatori, ma il quadro normativo è in continua evoluzione per adattarsi alle nuove minacce. Il legislatore europeo sta lavorando a un ulteriore rafforzamento delle tutele, con particolare attenzione al riparto di responsabilità tra banche e clienti nei casi di frode, soprattutto quando il pagatore viene manipolato.
L'obiettivo è aggiornare i profili di responsabilità dei prestatori di servizi di pagamento per garantire una maggiore equità e certezza giuridica, evitando che le vittime di raggiri sofisticati si trovino a subire perdite ingenti senza possibilità di rimborso. La sfida, insomma, è sempre più quella di coniugare l'innovazione tecnologica, che rende i pagamenti più rapidi e convenienti, con la necessità di proteggere gli utenti da forme di criminalità che sfruttano le debolezze umane anziché i buchi nei sistemi informatici.
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