Il nuovo governo olandese: Wilders alla guida
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Redazione Esteri
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Il nuovo governo dei Paesi Bassi, guidato da Geert Wilders, ha smentito tutti i luoghi comuni propalati dai nazional-populisti nostrani e dai “premieratisti” alle vongole. Secondo costoro, le elezioni sarebbero una sorta di ordalia, in cui la “volontà popolare” si “esprime” e “sceglie” una persona, a questo punto investita dal fuoco sacro.
La vittoria della destra
La destra ha vinto le elezioni nei Paesi Bassi. A differenza di quanto accade altrove, come in Spagna con il socialista Sanchez, il vincitore delle elezioni di oltre sei mesi fa, Geert Wilders (PVV), è riuscito a mettere insieme una coalizione che va da Rutte (o meglio la sue erede Dilan Yee ilgöz-Zegerius del VVD) a lui, passando per il partito degli agricoltori (BBB) e i centristi di Nuovo contratto sociale guidati da Pieter Omtzigt (NSC), un fuoriuscito del VVD.
Il putinismo e il gretinismo
Vorremmo abbozzare una chiave di lettura della situazione politica continentale, alla vigilia delle prossime elezioni europee. Intendiamo sostenere che, a realmente dividere i diversi partiti, siano due fattori soltanto: il putinismo ed il gretinismo.
L'accordo politico
L’occasione ci è offerta dalla pubblicazione – giovedì 16 maggio – dell’accordo politico che prelude alla formazione del prossimo governo olandese. Intitolato “speranza, coraggio e orgoglio” (“Hoop, lef en trots”) e sottoscritto dalla destra di Geert Wilders.




