Lago di Garda, ricerche senza esito per il barcaiolo che salvò un bambino: le speranze si affievoliscono

Lago di Garda, ricerche senza esito per il barcaiolo che salvò un bambino: le speranze si affievoliscono
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Sono ore di attesa e silenzio quelle che avvolgono la sponda bresciana del lago di Garda, dove le operazioni di ricerca di Alexandru Olaisiu Sorin, il ventinovenne barcaiolo stagionale originario di Corigliano Calabro, non hanno ancora prodotto alcun risultato concreto; il giovane, che lavorava per la società Garda Tours, è scomparso nelle acque del bacino nel tardo pomeriggio di sabato 18 luglio, dopo essersi tuffato per portare in salvo un bambino inglese di sette anni che faceva parte del gruppo di turisti che stava accompagnando a bordo di una delle imbarcazioni della flotta.

Il piccolo, una volta recuperato e tratto in sicurezza sull' scafo, non ha riportato conseguenze fisiche, ma la gioia per quel lieto fine si è rapidamente trasformata in angoscia quando Sorin, probabilmente colto da un malore improvviso, è scomparso sotto la superficie del lago senza più riemergere, in un punto dove il fondale scende fino a raggiungere i cinquanta metri di profondità.

Le ricerche tra superficie e fondale non danno tregua

Da quel momento, i soccorsi si sono attivati senza interruzione, impiegando mezzi navali della Capitaneria di porto, sommozzatori dei vigili del fuoco e unità cinofile specializzate nella ricerca in ambiente acquatico, ma le operazioni si rivelano particolarmente complesse a causa della morfologia del fondale e della scarsa visibilità che caratterizza le acque in quel tratto di lago; nonostante l'impiego di sonar a scansione laterale e di telecamere subacquee in grado di esplorare le profondità, i tecnici non hanno ancora individuato tracce del corpo del disperso, e le speranze di ritrovarlo in vita si riducono con il passare delle ore, anche se i familiari e i colleghi continuano a sperare in un miracolo. Le ricerche, proseguite per tutta la giornata di domenica 19 luglio senza esito, sono riprese con rinnovato vigore nella mattinata di oggi, con il supporto di un elicottero che sorvola la zona di Sirmione e di un battello attrezzato per le immersioni profonde, mentre i subacquei si alternano in turni serrati per scandagliare ogni centimetro del fondale, consapevoli che il tempo gioca un ruolo determinante in operazioni di questo tipo.

Il gesto eroico e il malore fatale: la ricostruzione dei fatti

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e dai testimoni presenti a bordo, il bambino inglese, durante la gita in barca, si sarebbe improvvisamente trovato in difficoltà nelle acque del lago, forse a causa di un tentativo di tuffo maldestro o di un improvviso malessere, e il giovane barcaiolo non avrebbe esitato un istante a gettarsi in acqua per raggiungerlo, riuscendo a mantenerlo a galla e a spingerlo verso lo scafo dove altri membri dell'equipaggio lo hanno issato in salvo; ma proprio nel momento in cui Sorin si accingeva a risalire a bordo, il suo corpo è stato scosso da un malore che gli ha impedito di mantenersi in superficie, facendolo sprofondare rapidamente davanti agli occhi increduli dei turisti e dei colleghi che hanno subito lanciato l'allarme.

La dinamica dell'incidente appare chiara agli investigatori, che escludono al momento ipotesi diverse da quella dell'improvviso malessere, ma rimangono aperti tutti gli scenari legati alle condizioni di salute del ragazzo, che stando alle prime informazioni non sembrava avere patologie pregresse; i carabinieri della compagnia di Desenzano del Garda hanno acquisito le testimonianze dei presenti e stanno ascoltando i familiari del disperso per ricostruire eventuali elementi utili a comprendere cosa possa aver causato quel malore fatale.

La solidarietà della comunità e l'attesa dei familiari

Mentre i soccorsi continuano a operare senza sosta, la tensione cresce tra i colleghi di Sorin e tra i residenti di Sirmione, che seguono con apprensione l'evolversi della vicenda e si stringono idealmente intorno alla famiglia del giovane, originaria della Calabria ma da tempo trasferitasi nel Nord Italia per ragioni di lavoro; il ragazzo, descritto da tutti come una persona solare e generosa, si era guadagnato la stima dei datori di lavoro e dei clienti per la sua professionalità e per il suo spirito di sacrificio, qualità che lo hanno spinto a compiere quel gesto eroico che ora lo ha messo in pericolo di vita. I parenti, arrivati sul posto nelle ore successive alla scomparsa, attendono notizie con il fiato sospeso, alternando momenti di silenzio a istanti di speranza ogni volta che un nuovo mezzo si avvicina al punto delle immersioni; ma il trascorrere delle ore senza riscontri positivi rende sempre più difficile mantenere viva la fiducia, anche se la macchina dei soccorsi non ha alcuna intenzione di fermarsi fino a quando ogni possibilità non sarà stata esplorata a fondo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.