Sara Curtis, la stella del nuoto che ha superato il mito Pellegrini
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Redazione Sport
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Non era mai accaduto che una diciottenne riuscisse a scrivere una pagina di storia del nuoto italiano come ha fatto Sara Curtis, la giovane di Genola che ha polverizzato il record nazionale dei 100 stile libero, fermo dal 2016 e appartenuto a Federica Pellegrini. Con un tempo di 53"01, ottenuto durante i campionati italiani di Riccione, la piemontese non solo ha cancellato il precedente primato (53"18), ma si è issata in cima alla classifica mondiale stagionale, dimostrando una progressione che pochi avrebbero scommesso solo qualche mese fa.
Il segreto di questo balzo in avanti? Un cambiamento radicale nella preparazione. Se fino a ottobre scorso Curtis si affidava principalmente a esercizi a corpo libero, da allora ha introdotto un programma di sovraccarichi, lavorando con i pesi per potenziare la sua già notevole potenza in vasca. Un aggiustamento metodologico che ha prodotto risultati immediati, trasformando quella che era una promessa in una realtà dominante.
Ma a distinguerla non è solo la tecnica. Mentre i paragoni con Pellegrini – inevitabili, dati i numeri – si moltiplicano, la Curtis ha un profilo unico. Nata nel 2006, cresciuta a Savigliano, non proviene da una famiglia di nuotatori: il suo talento è frutto di sacrificio e una mentalità competitiva che emerge anche nelle gare più intense. A Riccione, dopo aver strappato il record nei 100, avrebbe potuto concedersi una pausa. Invece, poche ore dopo, ha migliorato anche il suo tempo nei 50 stile libero, fermando il cronometro a 24"43, secondo miglior risultato al mondo quest’anno.
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