Sorteggio playoff Mondiali: l'Italia affronta i fantasmi del passato
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Redazione Sport
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Con la chiusura della fase a gironi delle qualificazioni al Mondiale 2026, l'Italia, piazzatasi al secondo posto nel proprio raggruppamento, si trova costretta a percorrere l'ardua strada degli spareggi per conquistare uno degli ultimi quattro posti riservati al continente europeo. L'attesa per il sorteggio di Zurigo, che disegnerà il cammino delle nazionali in lizza, cresce in maniera proporzionale all'ansia per un esito che, come tristemente noto, non è sempre stato benevolo con gli azzurri. Il meccanismo, che assegna i pass attraverso due turni secchi, prevede per la formazione di Gattuso una semifinale contro una squadra di quarta fascia e, in caso di superamento, una finale contro una delle vincenti degli scontri tra formazioni di livello superiore.
Il regolamento e il percorso obbligato
Il quadro complessivo degli spareggi, la cui struttura è stata definita con precisione dal regolamento, delinea un percorso insidioso e senza margine di errore. L'urna del sorteggio, determinando gli accoppiamenti in base a fasce prestabilite, ha posto sul cammino dell'Italia, per la prima e decisiva sfida, un avversario scelto tra un quartetto di nazionali che rievoca, per chi segue le vicende della nazionale, ricordi particolarmente amari. Si tratta, nello specifico, di Macedonia del Nord, Romania, Irlanda del Nord e Svezia, formazioni che, sebbene non annoverate tra le potenze del calcio continentale, nascondono insidie che la storia recente si è incaricata di evidenziare.
I precedenti che pesano come macigni
Proprio l'analisi dei precedenti, un esercizio che in questo frangente assume i contorni di un'indagine necessaria quanto spiacevole, rivela come ciascuna di queste compagini sia legata a una diversa pagina di delusione. L'Irlanda del Nord, la Svezia e la Macedonia del Nord sono, non a caso, le tre nazionali che hanno materialmente negato agli azzurri la partecipazione agli ultimi tre Mondiali ai quali l'Italia è rimasta esclusa. Un dettaglio che, da solo, basterebbe a scongiurare qualsiasi tentazione di sottovalutare la difficoltà dell'impresa, nonostante una differenza di valori e di palmarès che, sulla carta, appare netta e indiscutibile.
La trappola della semifinale e lo spettro della finale
Oltre all'ostacolo immediato della semifinale, che già di per sé rappresenta un pericolo concreto visti i precedenti, si profila all'orizzonte l'eventuale minaccia di una finale contro avversari di ben altro spessore. Nel secondo e decisivo turno, infatti, potrebbero attendere gli azzurri squadre del calibro di Polonia, Galles, Repubblica Ceca e Slovacchia, formazioni che, per tecnica individuale e esperienza internazionale, costituirebbero un ostacolo di difficoltà assai superiore. La partita di Zurigo, dunque, non stabilirà soltanto un nome, ma disegnerà un intero percorso di salvezza, o di condanna, per una nazionale chiamata a riscattare anni di amarezze.




