Da Trump la minaccia alle infrastrutture civili
«Pagheranno un prezzo altissimo, saranno decimati», ha ribadito il presidente americano, minacciando gli iraniani. «Gli americani non vogliono prezzi della benzina alti, ma non sono contrari alla guerra: lo dice chiaramente un sondaggio», ha aggiunto – sondaggio che, va precisato, non risulta esistere. Intanto, per l’undicesima notte consecutiva le forze statunitensi hanno colpito obiettivi in territorio iraniano: il Comando americano rivendica attacchi contro centri operativi, infrastrutture logistiche, hangar e depositi di droni nella provincia di Bushehr – sede dell’unica centrale nucleare del paese – oltre che a Tabriz, Chabahar, nel Kurdistan iraniano e a Ilam. (il manifesto)
Ne parlano anche altre testate
Il Comando centrale americano (Centcom) ha annunciato una nuova ondata di bombardamenti in Iran: "Le forze della Centcom hanno iniziato a colpire obiettivi militari in Iran", si legge in un post su X, "per l'undicesima notte consecutiva. (RaiNews)
Però sarebbe pronto a parlare con Hezbollah, se fosse utile, e magari questa apertura potrebbe riguardare anche gli ayatollah, se avessero voglia di discutere «in maniera sig… (la Repubblica)
Secondo le valutazioni condivise da Israele con gli Stati Uniti, il trasferimento sarebbe avvenuto nell’autunno del 2025, dopo i bombardamenti contro gli impianti di Fordow, Isfahan e Natanz. (Notizie Geopolitiche)
Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti distruggeranno un ponte o una centrale elettrica iraniana ogni volta che Teheran attaccherà una nave nello Stretto di Hormuz. (Treccani)
Non costa nulla ma porta molto. Superati gli scrupoli morali, la scelta della Casa Bianca dovrebbe rispondere a un solo criterio: l’interesse nazionale americano. Eppure questa volta il consueto paradigma utilitarista – il massimo beneficio per il maggior numero di cittadini – sembra essere scomparso dai radar. (il manifesto)
Il Kuwait ha denunciato due attacchi iraniani in due giorni contro uno dei suoi principali impianti di produzione di acqua potabile ed elettricità. Che si trattasse di pozzi, raffinerie o petroliere, la geopolitica della regione ha sempre ruotato attorno all’oro nero. (Il Messaggero)