Mattarella a Berlino: «Chi colpisce i civili non resti impunito»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   In un discorso di rara intensità pronunciato al Bundestag tedesco, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato un monito severo contro le atrocità dei conflitti contemporanei, interrogandosi pubblicamente su «quanti morti occorreranno ancora, prima che si cessi di guardare alla guerra come strumento per risolvere le controversie tra gli Stati». Parlando in occasione della Giornata di lutto nazionale, Mattarella ha dipinto un quadro fosco dell’attuale scenario internazionale, dove, come ha sottolineato con amarezza, la cronaca recente — dall'Ucraina alla Striscia di Gaza — mostra inesorabilmente che la guerra continua a mietere vittime soprattutto «tra chi combattente non è».

Il richiamo al diritto internazionale

Il capo dello Stato ha ricordato come il periodo successivo al secondo conflitto mondiale, con la nascita delle Nazioni Unite e le Convenzioni di Ginevra, avesse acceso la speranza di un’era di pace fondata sul diritto, riaffermando un principio che dovrebbe essere inviolabile: la protezione dei civili in ogni circostanza. Un quadro ideale, quello tratteggiato allora, che i fatti degli ultimi decenni hanno sistematicamente offuscato. Mattarella, rievocando le tragedie che hanno insanguinato il Biafra, i Balcani, il Ruanda e la Siria — per citarne alcune — ha constatato come quel principio fondamentale sia stato troppo spesso calpestato, lasciando che la popolazione inerme pagasse il prezzo più alto.

La condanna senza appello per i nuovi "dottor Stranamore"

Con un’immagine potentemente evocativa, il presidente ha poi messo in guardia contro l’emergere di «nuovi dottor Stranamore», citando esplicitamente il celebre film satirico di Stanley Kubrick del 1964. Queste figure, ha spiegato Mattarella, «si affacciano all'orizzonte, con la pretesa che si debba amare la bomba», rappresentando una deriva pericolosa che normalizza e quasi glorifica lo strumento bellico. Una posizione, questa, che suona come una condanna netta non solo della guerra in sé, ma anche di quella retorica che tende a presentarla come una soluzione inevitabile o, addirittura, desiderabile.

La commemorazione e il gesto simbolico

Prima del suo intervento in Parlamento, il momento di raccoglimento e di memoria condivisa. Insieme al presidente della Repubblica Federale di Germania, Frank-Walter Steinmeier, Mattarella ha infatti partecipato alla cerimonia commemorativa presso il Monumento della Nuova Guardia (Neue Wache) a Berlino. I due capi di Stato hanno deposto una corona di fiori in onore delle vittime di guerra e della violenza, un gesto carico di significato che ha sottolineato, al di là delle parole, la comune volontà di onorare il passato mentre si riflette sulle ferite ancora aperte del presente.

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