Milano, consiglio comunale boccia lo stop al gemellaggio con Tel Aviv: scontri e feriti in piazza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il consiglio comunale di Milano ha respinto la proposta, avanzata da Europa Verde, di interrompere il gemellaggio che lega il capoluogo lombardo a Tel Aviv. La decisione, giunta al termine di un dibattito che aveva già conosciuto un rinvio a causa della mancanza del numero legale, ha immediatamente scatenato una reazione di profonda delusione e rabbia tra il pubblico presente in aula. Molti dei presenti, infatti, si sono alzati in piedi contestando rumorosamente l'esito della votazione; non sono mancati, tra i fischi e le urla di "vergogna", slogan come "Milano lo sa da che parte stare: Palestina libera dal fiume fino al mare", a testimoniare un clima già teso ancor prima del voto.

Il voto in aula e la tensione fuori da Palazzo Marino

Mentre in consiglio si procedeva all'esame di un ordine del giorno articolato in quindici punti, il quale affrontava nel complesso la questione dell'interruzione delle relazioni internazionali con lo Stato d'Israele, all'esterno di Palazzo Marino si era radunato un presidio di oltre trecento persone. I manifestanti, che mostravano striscioni con la scritta "Milano Antisionista", chiedevano con forza la sospensione del patto di amicizia con la città israeliana. L'unico punto dell'ordine del giorno che è stato bocciato, tuttavia, è stato proprio quello che auspicava lo stop al gemellaggio: i favorevoli sono stati nove, i contrari ventuno, mentre sei consiglieri si sono astenuti, decretando così la conferma del legame con Tel Aviv.

Gli incidenti e le cariche delle forze dell'ordine

Subito dopo la comunicazione dell'esito del voto, la delusione dei manifestanti si è trasformata in collera, con momenti di forte tensione che hanno portato a uno scontro fisico con le forze dell'ordine. Alcuni dei partecipanti al presidio, infatti, hanno tentato di spingere e superare le transenne che erano state collocate a protezione dell'ingresso di Palazzo Marino. Le forze di polizia, schierate in assetto antisommossa per prevenire situazioni di questo tipo, sono intervenute per respingere la folla e ripristinare la sicurezza; durante le operazioni di contenimento, è stato fatto uso anche dei manganelli. Dall'azione sono scaturiti diversi feriti, alcuni dei quali hanno riportato traumi alla testa, in un quadro generale di confusione e allarme.

Un episodio che si inserisce in un dibattito più ampio

La serata, segnata dagli scontri in piazza della Scala e dalle polemiche in aula, rappresenta un capitolo significativo di un confronto cittadino, e non solo, che continua ad accendersi su temi di politica internazionale. La bocciatura della mozione, da un lato, conferma la volontà dell'amministrazione comunale di mantenere le relazioni istituzionali con Tel Aviv; dall'altro, lascia aperto un profondo solco con quella parte della cittadinanza e della rappresentanza politica che, attraverso la protesta, ha espresso una posizione diametralmente opposta, chiedendo un atto di rottura simbolico e concreto.

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