easyJet vola a Londra, il consiglio apre all’esame dell’offerta Castlelake ma ne critica i tempi
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Redazione Economia
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Un improvviso e deciso balzo in avanti ha caratterizzato l’andamento delle azioni easyJet nella prima seduta settimanale della Borsa di Londra, dove il titolo della compagnia low cost britannica ha toccato un incremento che, in alcuni momenti della mattinata, ha superato la soglia del 13 per cento.
A innescare questa vigorosa reazione del mercato è stata la notizia, emersa durante lo scorso fine settimana, di un interesse concreto da parte del fondo d’investimento americano Castlelake, il quale ha manifestato la volontà di esplorare una possibile offerta di acquisizione. agenziagiornalisticaopinione +3
La corsa del titolo, che nelle contrattazioni iniziali ha raggiunto un picco di 447,8 pence per azione, ha portato la capitalizzazione della società a circa 3,39 miliardi di sterline (equivalenti a 4,57 miliardi di dollari), un valore che si confronta con il minimo di 403,23 pence per azione che il fondo statunitense ha indicato come base per un’eventuale proposta. corriere +3
La reazione del board: "Tempistica opportunisticamente studiata"
Pur non chiudendo la porta a un confronto formale, la dirigenza di easyJet ha risposto all’approccio con una cautela che rasenta la fermezza, pubblicando un comunicato nel quale si sottolinea il carattere "altamente opportunistico" di questa manifestazione di interesse. borsaitaliana +3
Il consiglio di amministrazione, che si dice pienamente consapevole del proprio dovere di massimizzare il valore per gli azionisti, ha osservato che il momento scelto da Castlelake per muoversi coincide con una fase nella quale il prezzo delle azioni risulta "temporaneamente depresso" a causa dell’attuale situazione in Medio Oriente, un fattore questo che ha eroso la fiducia dei clienti e ha fatto lievitare i costi del carburante per aerei. ilsole24ore +3
Lo stesso board ha tenuto a precisare che, a oggi, non vi è stata alcuna discussione né alcuna forma di contatto diretto con il potenziale acquirente, sottolineando anzi le "considerevoli" sfide di natura normativa, finanziaria e operativa che un’operazione di questo genere comporterebbe per il vettore. travelquotidiano +3
Castlelake esce allo scoperto: una partecipazione e una scadenza da rispettare
A rendere la situazione più fluida e, al contempo, più vincolante per il fondo americano è la circostanza che Castlelake, con sede a Minneapolis, non si sia limitato a sondare il terreno da un punto di vista puramente teorico.
L’istituzione finanziaria ha infatti rivelato di detenere già una partecipazione pari al 2,14 per cento del capitale di easyJet, una quota che lo colloca tra i primi dieci azionisti della compagnia e che testimonia un interesse già consolidato. italiavola +3
Agli obblighi di trasparenza si aggiunge ora un imperativo temporale stringente: secondo le norme britanniche in materia di acquisizioni, Castlelake ha tempo fino al 26 giugno per presentare un’offerta vincolante oppure per ritirarsi definitivamente dal progetto.
La proposta, qualora venisse formulata, dovrebbe rispettare il parametro minimo di 403,23 pence per azione, un valore che attribuirebbe al vettore una valutazione di almeno 3,06 miliardi di sterline ma che, come sottolineato dal board, appare ancora distante dai valori raggiunti dal titolo nella seduta odierna. borsaitaliana +3
La difesa del valore e gli ostacoli normativi sullo sfondo
Nonostante l’apertura all’esame di un'eventuale proposta formale, il consiglio di amministrazione di easyJet ha voluto ribadire la propria fiducia nella strategia aziendale, evidenziando la solidità di una posizione finanziaria che vanta un bilancio con rating "investment grade" e una cassa netta positiva.
Il messaggio lanciato al mercato è chiaro: la compagnia non intende farsi cogliere impreparata né tantomeno svendere il proprio valore, forte anche di obiettivi di medio termine ambiziosi come il raggiungimento di un utile ante imposte superiore al miliardo di sterline. ttgitalia +3
Tuttavia, il percorso verso un eventuale passaggio di proprietà appare costellato di incertezze, non ultime quelle legate alle rigide regole comunitarie che, ancora oggi, limitano al 49 per cento la quota di una compagnia europea acquisibile da soggetti extracomunitari, un vincolo che da solo potrebbe rappresentare un ostacolo insormontabile per le ambizioni del fondo statunitense. corriere +3




