ChatGPT si prepara alla svolta hot, tra business e polemiche

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Redazione Economia Redazione Economia   -   OpenAI, superando le iniziali esitazioni dettate dalla preoccupazione per il benessere psicologico degli utenti, ha annunciato una trasformazione radicale per il suo assistente virtuale, che a dicembre inCorporerà una modalità esplicitamente erotica, accessibile esclusivamente a maggiorenni la cui età sia stata verificata attraverso un sistema di controllo più stringente. L’annuncio, fatto dal CEO Sam Altman attraverso un post sul social X, sancisce un cambio di rotta significativo, il quale, in barba ai precedenti paletti protettivi, si allinea ora al principio di "trattare gli utenti adulti come adulti", come egli stesso ha dichiarato, consentendo conversazioni a sfondo sessuale. Una mossa, questa, che segue da vicino l’analoga offerta del chatbot Grok, lanciato da Elon Musk, e che solleva interrogativi sulle reali priorità dell’azienda in un mercato sempre più competitivo, spingendola forse a cercare nuove fonti di reddito in un settore, quello dell’intrattenimento per adulti, storicamente molto redditizio.

Dalle restrizioni al permissivismo: la nuova frontiera del chatbot

La strategia, che Altman ha ribadito essere parte di un aggiornamento più ampio volto a rendere le interazioni più naturali e simili a quelle umane – permettendo, ad esempio, all’intelligenza artificiale di utilizzare emoji o di comportarsi come un amico, qualora l’utente lo richieda –, segna un deciso allentamento delle regole di condotta che fino ad oggi avevano caratterizzato ChatGPT. Se da un lato, infatti, l’azienda aveva sempre imposto limiti rigidi sui contenuti, vietando esplicitamente la generazione di materiale sessualmente esplicito per proteggere, almeno a parole, la salute mentale delle persone, dall’altro ora punta a cavalcare un’onda di liberalizzazione dei contenuti, seppur circoscritta a una fascia d’età verificata. Business is business, sembra essere il mantra sottostante a questa evoluzione, che riposiziona il prodotto in un panorama dove la concorrenza spinge per offrire funzionalità sempre più spinte e disinibite.

Le reazioni del mondo accademico e culturale

Non sono mancate, com’era prevedibile, voci critiche che hanno messo in guardia dalle conseguenze socioculturali di un simile passo. Lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet, in un’intervista concessa a Il Centro, ha espresso un giudizio fortemente negativo sull’avvento pervasivo di queste tecnologie, definendo preoccupante una deriva in cui si è portati a pensare sempre meno. Crepet si è spinto a domandarsi, con tono provocatorio, cosa potrebbe diventare un liceo in un simile contesto, immaginandolo forse come “un’antenna dell’IA in cui parli di D’Annunzio in una chat”, evocando uno scenario distopico in cui il dialogo umano e la riflessione critica verrebbero soppiantati dall’interazione con un’entità artificiale. Le sue parole riecheggiano un articolo del New York Times, da lui citato, che affronta lo stesso tema in modo altrettanto provocatorio e inquietante.

Il contesto competitivo e le implicazioni future

Questa corsa verso un’intelligenza artificiale meno castigata e più disposta a soddisfare ogni tipo di richiesta, comprese quelle di natura intima, non è ovviamente un caso isolato, ma riflette una tendenza del settore a esplorare nuovi confini, spinto dalla necessità di differenziarsi e di monetizzare servizi sempre più personalizzati. La decisione di OpenAI, quindi, va letta anche come una risposta strategica alla pressione competitiva, un tentativo di non rimanere indietro in un mercato in rapidissima evoluzione. L’implementazione di un robusto sistema di age-verification, del resto, rappresenta l’unico argine, almeno dal punto di vista formale, che l’azienda intende frapporre tra contenuti potenzialmente sensibili e un pubblico di minori, bilanciando così, almeno nelle intenzioni dichiarate, l’apertura a nuovi contenuti con una presunta responsabilità etica.

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