Michelle Hunziker, una vita in copertina tra famiglia, ex e il ricordo della setta

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Aprire il proprio cuore, in un mestiere che spesso ti chiede di mostrare solo la superficie scintillante, non è un atto semplice, eppure Michelle Hunziker, nell'ultimo numero del settimanale F, dove celebra le sue diciannove copertine, ha scelto proprio questa strada. Lo ha fatto, del resto, da una posizione di forza, quella di una donna che a quarantotto anni si sente "risolta ed equilibrata", non solo un volto affermato dello spettacolo ma soprattutto una mamma e, da poco, una nonna felice. Un traguardo, quest'ultimo, che l'ha colmata di un'emozione così intensa da confessare, con una sincerità disarmante, che "se ci penso mi viene ancora da piangere". Ad assistere alla nascita del nipote Cesare, infatti, non era stata una nonna invadente ma una spettatrice per grazia concessa, chiamata dalla figlia Aurora a vivere quel miracolo: "Veder uscire mio nipote dalla pancia di mia figlia, vedere gli occhi di lei", ha raccontato, è stato un momento di pura, travolgente gioia familiare.

Il filo rosso del dialogo con i padri delle figlie

È proprio dalla famiglia, nucleo allargato e ridefinito, che la showgirl svizzera trae la sua filosofia di vita più matura, quella che l'ha portata a superare con un approccio pragmatico e privo di veleni anche le dolorose esperienze delle separazioni. Parlando dei suoi ex, Eros Ramazzotti e Tomaso Trussardi, padri delle sue due figlie, Hunziker ha sempre scelto parole colme di affetto e rispetto, evitando con cura il terreno minato del risentimento. "Mi fanno paura", ha ammesso senza giri di parole, "le coppie che si contendono i figli accecati dalla rabbia con avvocati guerrafondai", una pratica che, insieme ai suoi ex, ha voluto scongiurare con determinazione. Per lei, infatti, il principio guida deve essere uno solo, ineludibile: "Non deve prevalere la rabbia, ma il bene dei figli". Un concetto che amplia spiegando come, anche nei momenti di tensione inevitabili all'inizio di un divorzio, si debba lavorare perché "la famiglia rimanga un sistema stabile, solido", dove il rapporto genitoriale sia mantenuto "altissimo" e i bambini si sentano "amati da entrambi i genitori, sempre".

L'ombra di un'esperienza traumatica

Il percorso verso questo equilibrio, però, non è stato lineare e l'intervista a F ha offerto lo spunto per un accenno, per quanto misurato, a un periodo definito "buio". Michelle Hunziker, infatti, ha parlato anche della sua esperienza all'interno di una setta, un capitolo della sua vita che ha evidentemente segnato la sua crescita personale, contribuendo forse a forgiare quella resilienza che oggi le permette di guardare al passato senza rancori inutili. Il riferimento, sebbene volutamente non esplicito nei dettagli, getta una luce diversa sulla sua storia, suggerendo come la ricerca di armonia e stabilità familiare sia anche una reazione a esperienze di manipolazione e disagio vissute in gioventù.

La professione come specchio di una maturità conquistata

Le diciannove copertine del settimanale, quindi, non sono solo la traccia di una lunga e brillante carriera televisiva, ma diventano quasi le pagine di un diario visivo che accompagna le tappe fondamentali della sua vita privata. Dalla prima, che forse la ritraeva come una giovane promessa dello spettacolo, all'ultima, che la mostra oggi nella sua pienezza di donna, madre e nonna, ogni immagine sembra racchiudere un pezzo della sua storia. Una storia in cui, nonostante le ferite e le difficoltà, ha saputo costruire relazioni rispettose con i padri delle sue figlie, preservando per loro un ambiente sereno, e in cui ha trasformato un trauma personale in una lezione di vita. Senza mai dimenticare, come dimostra la commozione per la nascita del nipote, che i legami d'amore, quelli veri, sono il patrimonio più prezioso da custodire.

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