Malagò contro il governo: la polemica sulla ricandidatura al Coni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Giovanni Malagò, presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Coni), ha espresso il suo disappunto nei confronti del governo riguardo alla sua impossibilità di ricandidarsi alla guida dell'ente. Durante un'intervista a Zona Bianca su Rete4, Malagò ha criticato la legge che limita i mandati, sottolineando come questa sia stata modificata più volte nel corso degli anni.
La legge sui mandati
La normativa in questione, introdotta durante il governo dei Cinque Stelle e successivamente modificata, prevede che i presidenti delle federazioni sportive possano essere rieletti solo se ottengono almeno i due terzi dei voti dell'assemblea. Malagò ha evidenziato come questa legge, cambiata dall'attuale governo, renda difficile la sua ricandidatura, nonostante i risultati ottenuti durante il suo mandato.
I risultati ottenuti
Malagò ha sottolineato i successi raggiunti dal Coni sotto la sua guida, menzionando in particolare i risultati delle recenti Olimpiadi di Parigi 2024. Nonostante questi traguardi, il presidente del Coni si trova ora in una posizione in cui non può ricandidarsi, mentre altri possono farlo.
La polemica con il governo
La questione della ricandidatura di Malagò ha acceso un dibattito politico, con il presidente del Coni che accusa il governo di ostacolare la sua possibilità di continuare a guidare l'ente. Malagò ha ribadito la sua intenzione di ricandidarsi, affermando di essere una persona seria e di non avere interesse a ricoprire altri ruoli, come quello di presidente della Figc o sindaco di Roma.
La situazione rimane tesa, con Malagò che continua a difendere la sua posizione e a criticare le modifiche legislative che, a suo avviso, penalizzano ingiustamente la sua ricandidatura. Resta da vedere come evolverà la vicenda nei prossimi mesi, soprattutto in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina.




