Bambino di 10 anni muore in incidente in minimoto ad Avellino, negativo ai test il guidatore della Jeep
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Redazione Interno
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La tragedia si è consumata nel pomeriggio di ieri lungo la provinciale che collega i comuni di Moschiano e Lauro, in provincia di Avellino, dove un bambino di 10 anni, Cristian Romano, ha perso la vita in uno scontro frontale tra la sua moto da minicross e una Jeep Renegade. Il piccolo, residente a Moschiano, stava percorrendo la strada nota come via Circuito, un nome che suona quasi come un macabro presagio, quando all'altezza di un tornante si è verificato l'impatto violentissimo con il fuoristrada, condotto da un 28enne originario del Casertano.
I sanitari del 118, giunti sul posto con un'ambulanza, hanno tentato per lungo tempo di rianimare il bambino, che indossava regolarmente il casco, ma le manovre di soccorso si sono rivelate vani a causa della gravità delle ferite riportate, e il trasferimento d'urgenza all'ospedale Moscati di Avellino non è servito a scongiurarne il decesso.
L'incidente e la dinamica
Secondo le prime ricostruzioni effettuate dagli inquirenti, il bambino procedeva in sella alla sua minimoto preceduto dall'auto del padre, Gianluca Romano, un militare che faceva da apripista per proteggerlo lungo il tragitto, quasi come un angelo custode in automobile. In corrispondenza di una curva particolarmente stretta, il minicross si è trovato faccia a faccia con la Jeep, condotta da un giovane che viaggiava con altre tre persone a bordo: l'urto è stato talmente violento che il corpo del piccolo è stato sbalzato via dal mezzo, finendo sull'asfalto, e per lui non c'è stato nulla da fare.
La dinamica esatta resta ancora al vaglio degli agenti della polizia locale e dei carabinieri, che stanno cercando di ricostruire con esattezza la posizione dei due mezzi al momento dell'urto e le rispettive velocità, anche se la conformazione della strada e la presenza del tornante fanno pensare a una mancanza di visuale reciproca.
Le verifiche e i test
Sul posto sono immediatamente scattati i rilievi da parte delle forze dell'ordine, che hanno sequestrato entrambi i veicoli per sottoporli a accertamenti tecnici più approfonditi e hanno avviato le verifiche sui documenti del mezzo condotto dal bambino, per stabilire se il minicross fosse in regola con le norme e se il piccolo fosse autorizzato a circolare su quella strada.
Parallelamente, il conducente della Jeep, un 28enne di Caserta, è stato sottoposto ai test farmacologici e alcolici di rito, come previsto dalle procedure in caso di incidenti stradali mortali: gli esami hanno dato esito negativo, escludendo quindi che il giovane si trovasse in stato di alterazione psicofisica al momento della guida. Gli investigatori stanno inoltre esaminando le condizioni del manto stradale e la segnaletica del tornante, definito dai residenti come pericoloso, per capire se eventuali fattori ambientali possano aver contribuito alla tragedia.
Il dolore e la scena del dramma
Sul luogo dell'incidente, la scena che si è presentata agli occhi dei passanti e dei soccorritori è stata di una desolazione assoluta, con il corpo del piccolo Cristian coperto da un telo giallo isotermico, quello che i paramedici utilizzano per proteggere le salme, in attesa dell'arrivo del magistrato di turno per il riconoscimento e il trasporto all'obitorio.
La notizia ha sconvolto l'intera comunità di Moschiano, dove la famiglia Romano è conosciuta, e in particolare il padre del bambino, Gianluca, che si trovava a pochi metri dal luogo dello schianto e ha assistito alla scena, rimanendo sotto choc e venendo subito assistito da personale sanitario per il forte stato di agitazione.
La Procura di Avellino ha aperto un fascicolo per omicidio stradale, iscrivendo al registro degli indagati il conducente della Jeep, come prassi in questi casi, in attesa che le indagini chiariscano eventuali responsabilità penali nella dinamica dell'incidente che ha stroncato la vita di un bambino che, come raccontato da chi lo conosceva, aveva realizzato il sogno di guidare quella minimoto.




