Spread Btp-Bund in discesa a 72,7 punti, effetto dell’intesa tra Usa e Iran

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La tensione che per mesi aveva compresso il differenziale tra i nostri titoli di stato e il bund tedesco, ecco, sembra finalmente allentarsi. Il risultato, per la precisione, è sotto gli occhi di tutti: lo spread termina la seduta a 72,7 punti base, in deciso calo rispetto ai 76,5 di giovedì.

Un movimento, questo, che riflette un clima di fiducia diffuso – sebbene sempre cauto – alimentato dalla prospettiva, mai così concreta, di una distensione delle ostilità in Medio Oriente. ilsole24ore +3

L’accordo tra Stati Uniti e Iran, che prevede un cessate il fuoco di sessanta giorni e l’avvio di un negoziato sul nucleare, sta infatti ridisegnando le attese degli investitori, i quali iniziano a scontare una riduzione delle spinte inflattive legate al caro-petrolio e, di conseguenza, un alleggerimento della pressione sui tassi. borsainside +3

I numeri del crollo: rendimenti giù per tutti

Scendendo nel dettaglio dei numeri, si osserva una contrazione generalizzata dei rendimenti sull’intera curva euro. Il nostro Btp decennale, quello con scadenza 1 febbraio 2036 per intenderci, ha visto il suo rendimento scendere di ben 7,5 punti base, attestandosi al 3,72%.

Una flessione ancora più significativa se si considera il dato registrato in apertura di mattina, quando il rendimento era sceso addirittura al 3,67%. altoadige +3

Parallelamente, anche il bund tedesco ha ceduto terreno, seppur in misura minore: il rendimento del benchmark tedesco ha perso 3,7 punti, scendendo sotto la soglia psicologica del 3% per fermarsi al 2,99%. È proprio questo movimento “asimmetrico” a comprimere lo spread, che in avvio di giornata – come rilevato da alcune agenzie – aveva toccato il minimo di giugno a 71-72 punti base. tuttosport +3

A scatenare i falchi sui mercati obbligazionari è stata la notizia, calda, dell’apertura dello Stretto di Hormuz prevista entro venerdì 19, una mossa che di fatto rimuove un ostacolo logistico gigantesco per le forniture energetiche globali. borsainside +3

L’effetto Hormuz e l’addio alla paura inflazione

L’intesa, che sarà formalmente siglata in Svizzera secondo fonti vicine alla diplomazia pakistana, prevede la rimozione del blocco navale e la ripresa del transito delle petroliere. Per l’economia europea, e per quella italiana in particolare (storicamente vulnerabile agli shock energetici), si tratta di una boccata d’ossigeno notevole.

Meno timori per l’inflazione significa, per le banche centrali, maggiore libertà di manovra e, soprattutto, minore necessità di mantenere i tassi alti a lungo. ilgiornale +3

Una prospettiva che ha spinto i trader a ridimensionare le posizioni corte sui titoli di stato periferici, premiando proprio quei paesi, come l’Italia, che negli ultimi mesi avevano sofferto maggiormente per il nervosismo dei mercati. Non va poi dimenticato l’aspetto valutario: un petrolio più fluido e a costi potenzialmente decrescenti sostiene l’euro e rende meno oneroso il servizio del debito. quifinanza +3

Il Tesoro lancia il nuovo Btp Italia Sì

In questo contesto di rinnovata serenità (almeno sui mercati), il Tesoro ha dato il via proprio oggi alla nuova emissione del Btp Italia Sì. Un titolo di stato, questo, indicizzato all’inflazione nazionale e riservato esclusivamente ai risparmiatori retail.

La tempistica non è certo casuale: lanciare un prodotto legato all’inflazione in un momento in cui le attese di rincari si riducono è una mossa ardita, ma il Tesoro ha pensato bene di tutelare gli investitori offrendo un tasso minimo garantito, fissato all’1,60%. ilsole24ore +3

La durata quinquennale e la cedola semestrale, insieme al premio fedeltà dello 0,6% per chi tiene il titolo fino a scadenza, rappresentano un’ancora di sicurezza per le famiglie, le quali possono sottoscriverlo in banca, in posta o direttamente tramite home banking.

La domanda, ora, è capire se la distensione diplomatica in Medio Oriente reggerà il passo dei prossimi negoziati; per il momento, però, il respiro dei mercati è tornato a essere profondo e i nostri conti pubblici ne traggono indubbio vantaggio. tuttosport +3

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