La fiamma olimpica illumina Milano, tra folla e proteste, prima del via a San Siro

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nella giornata che precede l’attesissima cerimonia d’apertura dei Giochi, la Fiamma Olimpica ha percorso, con un itinerario studiato per toccare i luoghi simbolo, le vie di una Milano trasformata da un imponente dispositivo di sicurezza e di viabilità. Partita alle 9.15 da viale Pirelli, nell’area Bicocca, dopo aver attraversato zone come la Darsena – dove è giunta nel primo pomeriggio – il simbolo dei Giochi è stato infine riposto, momentaneamente spento, nella sua teca in attesa del gran finale allo stadio Giuseppe Meazza. L’ultimo atto pubblico del suo tour, prima della serata inaugurale, si è consumato ieri in piazza Duomo, dove una moltitudine di persone, tra cui numerose scolaresche, ha atteso per ore sotto una pioggia insistente pur di assistere all’arrivo della torcia, portata da figure come l’artista Mahmood e la prima ballerina Nicoletta Manni, in un clima di festa nonostante i inevitabili disagi per le chiusure metropolitane e stradali.

L'ultimo abbraccio della città e le ombre delle contestazioni

Il percorso della fiaccola, che nelle tappe precedenti aveva già raccolto consensi e partecipazione in diverse regioni, ha trovato a Milano un’accoglienza calorosa, con decine di migliaia di cittadini e turisti assiepati lungo il tracciato. Emozioni condivise da chi ha avuto l’onore di portare il simbolo olimpico, come la campionessa di tennis Flavia Pennetta, la quale ha definito quell’esperienza “un momento meraviglioso”, sottolineando come l’intensità dell’evento abbia rappresentato, per lei e per la compagna di staffetta Francesca Schiavone, una sorta di ideale chiusura della propria carriera agonistica. Quella stessa festa, però, non è stata priva di contrapposizioni, dal momento che alcuni movimenti di protesta hanno scelto proprio le ore che precedevano l’inaugurazione per organizzare un’occupazione nell’ex Palasharp, azione che si inserisce in un più ampio dibattito sulle ricadute e sui costi dell’evento.

Verso l'accensione del braciere all'Arco della Pace

Dopo il giro per la città, il clou odierno è fissato per la sera all’interno dello stadio di San Siro, dove si terrà la tradizionale cerimonia con i delegati delle nazioni partecipanti. Tuttavia, un momento altamente simbolico è atteso poco prima, quando la Fiamma Olimpica, riaccesa, farà il suo ingresso solenne all’Arco della Pace: lì verrà acceso il braciere che, secondo il protocollo, dovrà rimanere acceso per tutta la durata delle competizioni olimpiche e paralimpiche di Milano-Cortina 2026. Si tratta dell’atto conclusivo di un viaggio lungo lo Stivale, che trasforma il monumento meneghino nel custode ufficiale del fuoco sacro ai Giochi.

La macchina organizzativa e l'attesa per la diretta

L’intero centro cittadino, del resto, è ormai da giorni un cantiere di preparativi, con zone interdette al traffico e un potenziamento dei servizi di trasporto per gestire l’afflusso di spettatori e atleti. Le autorità, concentrate sulla sicurezza e sulla riuscita logistica dell’evento, hanno lavorato per mesi per definire ogni dettaglio, dalla viabilità alternativa ai percorsi riservati per le delegazioni. L’attenzione si sposta ora sulla diretta televisiva della cerimonia di apertura, evento mediatico globale che mostrerà al mondo non solo lo spettacolo coreografico, ma anche l’immagine di una Milano capace di ospitare, tra luci e ombre, un appuntamento di così ampia portata.

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