Il secondo sì di Dua Lipa e Callum Turner a Villa Valguarnera, tra note di Elton John e la polemica del Telegraph

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Hanno detto nuovamente "sì", gli sposi Dua Lipa e Callum Turner, nel pomeriggio di ieri, quando la cornice settecentesca di Villa Valguarnera, a Bagheria, ha fatto da sfondo alla cerimonia che ha trasformato il capoluogo siciliano in un palcoscenico internazionale per il jet set. Era poco dopo le cinque quando, nella dimora storica che domina il golfo, la popstar e l'attore hanno ufficialmente celebrato il loro amore davanti a oltre duecento invitati, scelti con cura in una lista che mescola musica, moda e cinema.

A rendere l'atmosfera ancora più sospesa, la voce di Elton John che, al pianoforte, ha intonato «Your Song» dedicandola ai neo-sposi; un momento che ha cristallizzato l'evento in quella che gli addetti ai lavori hanno già definito come una celebrazione principesca, lontana anni luce dalla riservatezza iniziale del matrimonio civile celebrato a Londra pochi giorni prima.

L'arrivo degli ospiti e la blindatura della tenuta

Il flusso degli invitati, tra cui figurano nomi come Charli Xcx, Donatella Versace e lo stesso Elton John, è iniziato intorno alle quindici e trenta, quando una lunga teoria di circa sessanta minivan ha iniziato a snodarsi verso la storica residenza. I mezzi, una volta scaricati i passeggeri, sono rimasti schierati nell'area antistante l'ingresso, a disposizione di chi avesse avuto necessità di rientrare prima del termine della festa.

L'organizzazione, curata nei minimi dettagli, ha ovviamente dovuto fare i conti con le misure di sicurezza, necessarie a gestire l'enorme richiamo mediatico di una coppia che ha scelto la Sicilia per il suo giorno più bello. Da subito, l'eco dell'evento ha travalicato i confini della cronaca rosa, impattando con la realtà quotidiana della cittadina di Bagheria, pronta ad accogliere quello che molti residenti hanno definito come "un evento storico".

La polemica del Telegraph: «Covo di mafia» e la replica della Fondazione Falcone

Se da un lato la kermesse mondana ha portato lustro alla location, dall'altro ha inevitabilmente riacceso riflettori offuscati da stereotipi. La stampa britannica, in particolare il quotidiano The Telegraph, ha titolato inizialmente l'articolo dedicato alle nozze con un riferimento esplicito a Bagheria definendola un «covo della mafia», salvo poi correggere il tiro modificando il testo in «ex covo». L'accostamento, subito ritenuto inopportuno dalla politica locale e dalla società civile, ha scatenato una reazione immediata.

Nella Bagheria che si preparava ai festeggiamenti, tra gli astanti in attesa di vedere le star, è emerso con forza il pensiero che la criminalità organizzata ormai segua percorsi finanziari lontani da queste coste: «La mafia - ha commentato qualcuno - segue i soldi, è al Nord, a Londra, in Lussemburgo».

Dello stesso avviso la Fondazione Falcone, che ha risposto ai media inglesi con un post simbolico: una foto della regina Elisabetta in visita al cratere di Capaci appena cinque giorni dopo la strage del 1992, un gesto scelto per rappresentare l'orgoglio siciliano contro quei pregiudizi che ancora oggi faticano a morire.

L'atmosfera da "Dolce Vita" e il valore della rinascita

A dispetto delle polemiche, l'evento ha restituito un'immagine della Sicilia diametralmente opposta a quella dei titoli sensazionalistici. L'atmosfera, ricca di quella solarità mediterranea tanto cara agli ospiti internazionali, ha richiamato lo spirito della «Dolce Vita»: ville storiche, palazzi nobiliari e alberghi di lusso hanno fatto da quinte a un ricevimento da mille e una notte. E mentre la coppia si godeva la festa, proprio la storia della location scelta, Villa Valguarnera, racconta di una rinascita che nessun titolo può ignorare.

La residenza, oggi di proprietà della principessa Vittoria Alliata, è stata infatti al centro di una battaglia legale e culturale contro Cosa Nostra; fu la stessa principessa, a metà degli anni Novanta, a denunciare l'occupazione del parco da parte degli uomini di Bernardo Provenzano, trasformando la sua villa in una trincea culturale.

Un passato di riscatto che rende la scelta di Dua Lipa e Turner non solo un evento mondano, ma anche un involontario vessillo di legalità, in cui la musica di Elton John ha finito per sovrastare il chiacchiericcio di chi, altrove, cerca ancora ombre dove c'è solo luce.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.