Sarri e il derby: carattere prima del gioco, si muore in campo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mentre la Lazio, reduce dalla sconfitta interna contro il Sassuolo, si concentra sul derby capitolino, Maurizio Sarri modifica temporaneamente la sua proverbiale filosofia di gioco. L’allenatore, che domani affronterà per la settima volta la Roma, ha delineato con chiarezza i contorni di una sfida che trascende il mero aspetto tecnico e tattico, elevando il fattore caratteriale a elemento assolutamente preponderante. «In queste sfide - ha dichiarato il tecnico toscano nel corso della conferenza stampa pre-partita - conta quasi esclusivamente l’aspetto caratteriale», sottolineando come, al di là di ogni valutazione sulla forza delle squadre, il risultato sarà deciso dalla maggiore determinazione espressa in campo.

La scelta dell’orario di gioco, fissato per le 12.30, non ha trovato d’accordo il Comandante, il quale l’ha definita senza mezzi termini «una sconfitta per il calcio». Tuttavia, questa circostanza esterna non sembra minimamente intaccare la concentrazione della squadra, totalmente proiettata verso un appuntamento che per i tifosi rappresenta l’evento più atteso della stagione. Sarri, del resto, ha un bilancio personale molto positivo in questa competizione, avendo collezionato, nei precedenti sei confronti, ben quattro vittorie a fronte di una sola sconfitta e un pareggio; un primato che, però, non induce alcun tipo di compiacimento.

«Domani dovremo essere noi più forti caratterialmente»: è questo il monito che Sarri ha lanciato ai suoi giocatori, consapevole che l’amore viscerale dei tifosi laziali costituisce un motore e un peso al tempo stesso. L’allenatore ha ammesso di sentirsi «la squadra sulle spalle», un’espressione che racchiude tutta la responsabilità di una guida in un contesto così carico di emotività. Riguardo alla condizione atletica della rosa, l’attenzione si è concentrata su Pedro, Dele-Bashiru e Rovella, sebbene il mister non abbia voluto sbilanciarsi eccessivamente, limitandosi a considerazioni generiche sull’importanza di avere un gruppo il più possibile compatto.

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