Il castello di Beaufort torna sotto le Idf, Ben Gvir chiede di «radere al suolo» la periferia di Beirut

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La tregua, se di tregua si può ancora parlare, appare ormai un ricordo sbiadito: le truppe israeliane hanno conquistato il castello di Beaufort, roccaforte strategica nel sud del Libano che per secoli – dalla prima crociata fino ai giorni nostri – ha rappresentato un punto di osservazione militare di inestimabile valore. corriere +3

Le operazioni, coordinate da terra e dal cielo, hanno portato alla presa di una dorsale montuosa che domina non solo le valli circostanti ma anche buona parte del nord di Israele, un’area che Hezbollah ha utilizzato come base per i propri lanci e per le incursioni degli ultimi mesi.

Le immagini diffuse dalle stesse Forze di difesa mostrano i militari mentre si muovono tra le mura dell’antica fortezza, un simbolo che l’organizzazione sciita aveva trasformato in un avamposto avanzato, presidiandolo con proprie infrastrutture e punti di osservazione. sky +3

L’avanzata oltre il Litani e la conquista della cresta

La manovra, che secondo fonti militari rappresenta l’incursione più profonda nel paese dei cedri dagli anni Duemila, ha superato di fatto la linea gialla che era stata ipotizzata durante i primi tentativi di de-escalation.

Non si è trattato, va detto, di un semplice raid: l’esercito ha attraversato il fiume Litani – un tempo considerato una barriera de facto – e ha consolidato le proprie posizioni sulla cresta di Beaufort, un’area che offre un vantaggio tattico enorme perché consente di controllare le direttrici verso le alture del Golan e la vicina Siria. corriere +3

L’obiettivo dichiarato, nella comunicazione ufficiale, è lo smantellamento delle postazioni da cui Hezbollah ha lanciato centinaia di razzi e droni a fibra ottica (difficili da intercettare, questi ultimi) contro i centri abitati della Galilea.

Dopo giorni di combattimenti ravvicinati, in cui sono stati impiegati anche mezzi corazzati e supporto aereo, le truppe hanno issato le proprie bandiere sulle rovine del castello, lo stesso che già nel 1982 era stato teatro di duri scontri durante l’operazione Pace in Galilea. vaticannews +3

La pressione politica di Ben Gvir su Netanyahu

In parallelo alle operazioni sul terreno, il fronte politico interno israeliano ha registrato una nuova escalation verbale. Il ministro della Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, ha pubblicamente sollecitato il primo ministro Benjamin Netanyahu ad ampliare ulteriormente il raggio delle operazioni, con un messaggio video diretto e senza mezzi termini. corriere +3

La sua richiesta, in particolare, mira a colpire la periferia sud di Beirut – conosciuta come Dahiyeh e considerata il cuore logistico e militare di Hezbollah – utilizzando un’espressione che ha già fatto discutere negli ambienti diplomatici: «radere al suolo» l’area, ripetuta più volte per sottolineare l’urgenza di un cambio di passo rispetto alla strategia finora adottata. corriere +3

L’appello, che arriva dopo settimane di attacchi cross-frontiera condotti con droni esplosivi, riflette la crescente impazienza delle ali più estreme della maggioranza, le quali ritengono che le risposte attuali siano sproporzionate rispetto alle provocazioni subite dalle comunità del nord.

Sebbene fonti locali riportino che i vertici militari stiano conducendo le operazioni con una certa gradualità, la pressione esercitata dai ministri – incluso Bezalel Smotrich che aveva ventilato piani simili nei giorni scorsi – sta inevitabilmente stringendo il cerchio attorno al premier. repubblica +3

Strategia e scenari in un conflitto ormai senza soluzione di continuità

La conquista di Beaufort rappresenta quindi molto più di una semplice acquisizione territoriale; è un messaggio lanciato a Teheran e alle sue milizie, con l’intenzione di privare Hezbollah di asset militari accumulate nel corso di anni di presenza nella regione.

È interessante notare come, nonostante le interruzioni formali dei combattimenti risalenti alla scorsa primavera, la tregua sia stata sistematicamente violata da entrambe le parti, senza che nessuna delle due abbia mai davvero abbandonato l’idea di riprendere una guerra su larga scala. vaticannews +3

Il castello, che i crociati avevano costruito per dominare la valle, è tornato a essere un nodo cruciale in una guerra che non accenna a concludersi. Le indagini e le inchieste giudiziarie sui movimenti di armi e sui finanziamenti dell’organizzazione continuano a essere condotte a porte chiuse, mentre i riflettori restano accesi su un confine che non conosce più pace. corriere +3

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