Torino, collanina strappata e fuga in monopattino: l'inseguimento in auto finisce con due feriti e un fermo per tentato omicidio
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Prima lo strappo della collanina d’oro, una rapina lampo consumata in pochi secondi, poi la reazione dell’uomo derubato: un trentanovenne torinese che, invece di rassegnarsi al furto, è saltato a bordo della propria auto e si è lanciato all'inseguimento dei due malviventi in fuga su un monopattino elettrico. L'inseguimento si è concluso lungo il Lungo Po Antonelli, all'altezza di via Andorno, con un urto violento che ha fatto ribaltare il mezzo a due ruote e sbalzare i due occupanti sull'asfalto.
Uno dei due, nonostante le botte ricevute e un successivo alterco fisico con il conducente del Suv, è riuscito a rialzarsi e a dileguarsi; l'altro, invece, è stato trasportato in codice rosso all'ospedale Cto di Torino, dove versa in condizioni gravi.
La dinamica dell'inseguimento e lo speronamento
Secondo le prime ricostruzioni, corroborate dalle testimonianze raccolte sul posto dal quotidiano "La Stampa", il conducente del fuoristrada non si è limitato a seguire i due fuggitivi, ma avrebbe deliberatamente urtato il monopattino con il proprio veicolo, causandone la caduta. Un gesto che, agli occhi degli inquirenti, supera la legittima difesa o l'impulso di recuperare il bene appena sottratto, configurandosi piuttosto come una azione volontaria e potenzialmente letale.
Dopo lo schianto, l'uomo è sceso dall'auto e si è scagliato contro uno dei due giovani, colpendolo con calci e pugni, prima che le forze dell'ordine, allertate dai passanti, potessero intervenire per bloccare una escalation di violenza che avrebbe potuto avere conseguenze ancor più tragiche.
Il fermo e le accuse per il conducente
La Polizia di Stato, giunta sul luogo dell'incidente, ha proceduto al fermo del trentanovenne automobilista con l'accusa di tentato omicidio, un reato di particolare gravità che tiene conto della dinamica dell'investimento e dell'intenzionalità della manovra. Contestualmente, gli agenti hanno individuato e bloccato anche uno dei due presunti scippatori, quello che era riuscito a fuggire dopo l'impatto, mentre il suo complice è rimasto a terra gravemente ferito.
Per i due rapinatori scatterà anche l'arresto per il reato di rapina, sebbene le loro condizioni di salute e la latitanza temporanea di uno di essi possano condizionare le fasi immediatamente successive della procedura giudiziaria.
Le indagini e la posizione dei due scippatori
Gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire con esattezza la sequenza dei fatti, acquisendo i filmati delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona del Lungo Po Antonelli e ascoltando i testimoni oculari che hanno assistito alla scena. La posizione del conducente del Suv appare al momento la più delicata, poiché la legge italiana tende a non giustificare una reazione sproporzionata rispetto all'offesa subita, specie quando questa mette a repentaglio la vita altrui.
Il quadro giudiziario si completerà nelle prossime ore con l'udienza di convalida del fermo, durante la quale il giudice dovrà valutare se sussistano i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari per mantenere l'uomo in custodia o disporre misure alternative, mentre per il giovane ricoverato al Cto resta aperta la prognosi, con i medici che monitorano costantemente l'evoluzione delle sue condizioni cliniche.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
