Prince of Persia, il team di “The Lost Crown” si riunisce: Ubisoft dà il via libera a nuove idee
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Non sembra esserci pace, nel mondo dei videogiochi, per quanto riguarda le decisioni strategiche prese ai piani alti. A un anno e mezzo di distanza dallo smantellamento del gruppo di sviluppo, avvenuto nonostante il plauso della critica e un buon riscontro di pubblico, la software house francese avrebbe fatto marcia indietro. Secondo quanto riportato da fonti vicine alla vicenda, il team principale di Prince of Persia: The Lost Crown – quel gioiello action-platform uscito all'inizio del 2024 – ha ricevuto il permesso di ricostituirsi. L'obiettivo, almeno per il momento, non è quello di tornare subito alla produzione, ma di lavorare su concept e proposte per un nuovo capitolo, lasciando intendere che la serie potrebbe non essere stata accantonata definitivamente.
La genesi di un ritorno: il giornalista che aveva rotto il silenzio
A lanciare l'indiscrezione, destinata a fare il giro del web nel giro di poche ore, è stato un giornalista francese molto attento alle dinamiche interne dell'industria transalpina. Costui, attraverso un messaggio pubblicato su una piattaforma sociale, ha dichiarato testualmente di aver sentito "da alcune persone" che il gruppo originario del gioco avrebbe ottenuto il via libera per riunirsi. Lo stesso giornalista, tra l'altro, era stato tra i primi a segnalare lo scioglimento della squadra avvenuto nell'ottobre del 2024, un evento che all'epoca aveva lasciato interdetti molti appassionati, visto che il Titolo aveva venduto circa 1,3 milioni di copie nel suo primo anno di vita. Un dato, quest'ultimo, forse non all'altezza delle aspettative di un colosso come Ubisoft, ma comunque rispettabile per un titolo considerato di "nicchia" o comunque non un blockbuster mainstream.
I numeri (e il passaparola) che cambiano le prospettive
Se le vendite iniziali non avevano convinto i vertici a investire immediatamente su un sequel, il comportamento del mercato nel lungo periodo sembra aver fatto cambiare idea a qualcuno. The Lost Crown, complice anche l'ingresso in cataloghi come PlayStation Plus e Game Pass, ha continuato a macinare numeri silenziosamente, raggiungendo la soglia dei tre milioni di giocatori. A ciò si aggiunge un passaparola costantemente positivo, che ha trasformato il titolo in una sorta di "cult" moderno per gli amanti del genere metroidvania. Questo sostegno post-lancio, unito probabilmente alla volontà di non disperdere un talento prezioso in un momento di riorganizzazione interna, potrebbe aver spinto l'editore a concedere una seconda opportunità agli sviluppatori, i quali ora sono chiamati a presentare le loro visioni per il futuro del franchise.
Uno sviluppo ancora in bilico tra speranza e prudenza
Rimane ovviamente alta la dose di cautela, poiché al momento si tratta esclusivamente di voci non confermate da comunicati ufficiali. Non è chiaro se il progetto su cui il team sta lavorando sia un diretto seguito delle avventure di Sargon o qualcosa di completamente inedito, magari un'evoluzione dello stile di gioco che ha decretato il successo del primo capitolo. Quel che è certo è che la semplice esistenza di questa riunione rappresenta una sterzata rispetto alla linea dura adottata in precedenza, quando lo studio era stato smantellato per dirottare i programmatori su altri progetti forse ritenuti più redditizi (come i vari Assassin's Creed). Per i giocatori, vedere quel gruppo di professionisti rimesso insieme rappresenta una boccata d'ossigeno, l'unica vera luce in fondo al tunnel dopo la recente cancellazione del remake de Le sabbie del tempo.




